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Anche dai vaccini un aiuto per la sicurezza dei lavoratori

Un factsheet pubblicato dal Dimeila riporta alcuni dati preliminari di un’indagine - realizzata dal dicembre 2017 al febbraio 2018 - finalizzata ad esplorare il punto di vista di un campione di medici competenti sulle pratiche vaccinali, importante strumento di prevenzione sui luoghi di lavoro

6 settembre 2019

ROMA – Qual è il punto di vista del medico competente sulle pratiche vaccinali nei luoghi di lavoro? Possono i vaccini contribuire a prevenire malattie da agenti biologici presenti sul lavoro caratterizzandoci così quale efficace strumento di prevenzione? A queste e ad altre domande risponde una recente indagine condotta dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, che in una scheda divulgativa e facilmente accessibile ne riepiloga alcuni risultati salienti.

Il percorso di studio. Realizzato da dicembre 2017 a febbraio 2018 mediante autosomministrazione di uno specifico questionario in via telematica, sulla scia di precedenti indagini che hanno visto il coinvolgimento dei medici competenti, il report ha come scopo quello di esplorare le eventuali barriere e di individuare gli strumenti e le modalità più idonee per ottimizzare la pratica vaccinale in contesti lavorativi ove è presente il rischio agenti biologici.

Dall’indagine, dati professionali e conoscenze sul tema. a ricerca condotta dal Dimeila a cavallo del 2018, cui ha aderito un campione di circa 290 medici competenti, è stata strutturata in diverse sezioni andando ad indagare, a partire da dati sociodemografici e professionali, i seguenti aspetti: sorveglianza sanitaria e vaccinazioni, sostegno alla cultura delle vaccinazioni, livello di conoscenza su health technology assessment (HTA).

Chi ha partecipato alla ricerca. Il campione dei medici competenti emerso dall’indagine è risultato composto in prevalenza da maschi (61%), residenti in Nord Italia (56,4%), che svolgono la loro attività principalmente come liberi professionisti (65,7%). I settori produttivi più rappresentati riguardavano il comparto manifatturiero, seguito da quello delle costruzioni, dal trasporto e magazzinaggio. In quasi il 90% delle aziende seguite dai medici intervistati è presente il rischio biologico: oltre il 95% dei medici ha dichiarato di aver previsto la vaccinazione come misura protettiva, principalmente contro le infezioni da tetano e dal virus Epatite B.

Gran parte degli interpellati è a favore delle vaccinazioni. Inoltre, il 64,9% dei medici competenti si è dichiarato “estremamente d’accordo” e il 26,2% “molto d’accordo” sulla considerazione che la vaccinazione sia un’opportunità per tutelare la salute dei lavoratori esposti. Riguardo agli strumenti più utilizzati per le strategie vaccinali sono state indicate come prioritarie le linee guida, e oltre il 70% dei medici coinvolti ritiene “estremamente/molto” importante promuovere l’aumento delle coperture vaccinali tra gli operatori sanitari, oltre alla realizzazione di iniziative di informazione nelle strutture mediche nonché di apposite campagne di comunicazione. (fonte Inail)


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