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Magie di carta per creazioni belle e solidali: a Bolzano c'è Clab

Una cooperativa sociale, ma anche un negozio e un laboratorio artigianale di cartotecnica che impiega persone con disabilità: il risultato sono portaoggetti, collane, cornici per le foto e l’immancabile kusudama in cartamela, approdato perfino al Quirinale

31 agosto 2019

BOLZANO - Le dita affusolate di Margaret si muovono velocissime sul foglio di carta rosa. In pochi secondi dal lungo bordo si staccano alcune piccole farfalle, che andranno ad abbellire le decorazioni per la torta di compleanno di una bimba. Una magia creativa che, nel laboratorio-negozio della cooperativa sociale Clab di Bolzano, si ripete continuamente, in mille forme diverse, grazie alla bravura delle sei persone disabili che vi lavorano e che, sotto la guida di un operatore, realizzano creazioni interamente in carta esposte e in vendita nello shop. Lo ha visitato e lo racconta Valentina Leone, sulle pagine di SuperAbile Inail.
 
Tutto quello che è venduto nello spazio – dai portapenne alle collane, fino alle cornici per foto – è fatto rigorosamente in carta, ed è progettato e realizzato a mano da persone con disabilità – principalmente di tipo psichico e cognitivo – seguite dalla cooperativa bolzanina, nata nel 1981: nella sua sede storica, in un’altra zona della città, Clab gestisce anche una legatoria artigianale, uno studio di grafica pubblicitaria e uno di cartotecnica.
 
Proprio il forte sviluppo di quest’ultima attività ha indotto la cooperativa ad affiancare uno spazio che fosse sia una vetrina per le proprie creazioni sia anche un luogo di produzione. "Ci pensavamo da anni: avevamo voglia di “mostrarci al pubblico - spiega la presidente Francesca Peruz - Nei laboratori della sede storica, non c’era la possibilità di vendere o esporre. E poi volevamo avvicinarci al centro: per noi è importante far vedere chi e come realizza questi prodotti. È un ulteriore canale per avvicinare le persone ai nostri utenti. Oltretutto, ci eravamo resi conto che alcuni di loro avevano necessità di lavorare in uno spazio un po’ diverso, un po’ più raccolto, ecco perché abbiamo cercato un nuovo posto".
 
Così dai singoli eventi, come per esempio alcuni mercatini nel periodo natalizio, si è arrivati al negozio in città, che oltre a proporre cartoleria artigianale e decorazioni ha anche un laboratorio a vista con, al suo interno, una piccola sartoria. Lo shop ha festeggiato recentemente il terzo anno di vita: una grande e bella vetrina per le attività della cooperativa, e non solo. "Siamo diventati anche un po’ un punto di riferimento per il quartiere: abbiamo ormai dei clienti affezionati che, per qualsiasi regalo o ricorrenza, vengono da noi. Altri passano quasi tutti i giorni a farci un saluto, ci portano delle torte per merenda: nuove relazioni intessute che, per le persone che lavorano qui, sono una boccata d’aria fresca".
 

A livello economico, i risultati migliorano di anno in anno

 "Siamo contenti, anche se si può sempre fare meglio", aggiunge la presidente, "ma vediamo che le nostre creazioni sono molto apprezzate: a un prezzo giusto si può regalare qualcosa di bello da vedere, di artigianale e di solidale. All’inizio, peraltro, siamo partiti solo con dei volontari da affiancare ai nostri utenti, poi abbiamo visto che era necessario anche del personale qualificato per la vendita e oggi abbiamo una persona che lavora con noi".
 
La tipologia di prodotti realizzati segue logiche strettamente commerciali: "Noi siamo principalmente un’azienda e, quindi, in linea di massima, tutto quello che realizziamo deve essere anche vendibile. E deve essere fatto, almeno al 50%, da persone con disabilità, ognuna in base al contributo che può dare. Quindi ci muoviamo così: facciamo dei prototipi, si fa una prima produzione di prova, poi si testa e si vede come va in negozio, come rispondono i clienti. Si cambia magari il colore, per esempio, se vediamo che la richiesta è più centrata su una certa tonalità".
 
La cooperativa al momento ha in forze 16 collaboratori disabili: molti lavorano part-time e gli orari sono bilanciati sulle varie esigenze. La cartotecnica ha in sé un potenziale enorme perché permette, anche a persone con manualità limitata o difficoltà enormi, di contribuire ad almeno un passaggio del processo di realizzazione. "Qualcuno è più lento ma molto preciso, qualcun altro magari è meno “millimetrico”, ma per noi l’importante è che tutti partecipino, comunque, alla costruzione di una bella cosa e possano dire: questo l’ho fatto anche io".
 
Ampia parte della carta utilizzata è di recupero, quindi riciclata o proveniente, per esempio, dagli scarti della legatoria: così con i vecchi libri – magari donati da privati o dalla biblioteca comunale – si realizzano piccoli portaoggetti o gioielli. Con le riviste si crea il rivestimento di un giubbino. Con la cartamela, invece, che è un materiale ottenuto dagli scarti della lavorazione delle mele, si realizza, tra gli altri, uno dei pezzi forti del negozio: il kusudama, una decorazione sferica, composta da una sessantina di fogli multicolore, che richiede in media una giornata di lavoro.
 
Questo “cult” del laboratorio di via De Lai è approdato perfino al Quirinale poco tempo fa: "Mattarella ha ricevuto una delegazione del Forum del terzo settore", racconta Peruz, "della quale faceva parte la presidente di Legacoopsociali, Eleonora Vanni, che pochi giorni prima aveva visitato la nostra cooperativa. Con sé ha portato un nostro kusudama in cartamela e lo ha regalato al presidente della Repubblica. Un gesto per noi davvero significativo".

di Valentina Leone

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