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Tornano a crescere le morti sul lavoro: 1218 denunce (704 accertate)

Dopo anni si rompe la serie storica e nel 2018 il dato aumenta di nuovo. Gli infortuni, invece, sono in lieve diminuzione. De Felice (Inail): “Serve uno scrupoloso rispetto delle regole, piani di prevenzione e controllo”

26 giugno 2019

ROMA - Tornano a crescere, dopo anni, i dati sulle morti sul lavoro: nel 2018 le denunce di infortunio mortale sono state 1.218 (il 6 per cento in più del 2017), di queste le morti accertate sono 704 ( il 4 per cento in più del 2017). Si rompe così la serie che ha visto toccare il minimo storico proprio lo scorso anno. Il 60 per cento dei casi è avvenuto fuori azienda mentre 35 sono ancora in istruttoria. Lo dicono i dati contenuti nella Relazione annuale al Parlamento del presidente dell’Inail Massimo De Felice.
 
Secondo il report dell’Istituto l’andamento crescente si registra anche nel primo quadrimestre del 2019: le morti sul lavoro sono state infatti 303, il 5,9 per cento in più dell’anno precedente, quando nello stesso periodo sono stati registrati 286 eventi fatali. “Ma - puntualizza De Felice - l’aumento, in linea di principio, non denota una tendenza stabile: il confronto sul primo semestre segnava una stazionarietà”.
 
Gli infortuni sul lavoro segnano, invece, una lieve diminuzione rispetto al 2017. Sono stati 645 mila, lo 0,3 per cento in meno del 2017. Sul totale gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 409 mila, di cui il 19 per cento fuori azienda (cioè con mezzo di trasporto o in itinere). Per quanto riguarda le malattie nel 2018 ne sono state denunciate 59 mila e 500, 2,6 per cento in più dell’anno precedente. Nel 37 per cento dei casi è stata riconosciuta la causa professionale (il 3 per cento è ancora in istruttoria). I lavoratori ammalati sono stati 43 mila, nel 40 per cento dei casi per causa professionale riconosciuta, 1.400 hanno avuto riconosciuta una malattia asbesto correlata. I morti per malattia professionale sono stai 1.177 (il 16,4 per cento in meno rispetto al 2017). Di questi 257 per silicosi/asbestosi (il 74 per cento aveva più di 79 anni).
 
“I numeri tristi sugli infortuni e le malattie negli ambienti di lavoro risuonano alti e ci spingono a sollecitare ancora il rispetto scrupoloso delle regole e delle norme da parte di lavoratori e datori di lavoro - afferma il presidente di Inail - . Abbiamo un eccellente quadro normativo che dovrebbe essere rispettato con devozione. Servono piani di prevenzione e controllo - conclude De Felice - e modalità e volontà attuative più efficaci”.

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