SuperAbile







A Rimini l'inclusione lavorativa "riesce" in spiaggia

C'è chi fa l'aiuto bagnino e aiuta a sistemare lettini e ombrelloni; chi gestisce le piscine idromassaggio; e chi serve ai tavoli. A Rimini l'inclusione dei più deboli parte alla spiaggia, grazie al progetto "Marina c'entro"

25 giugno 2019

RIMINI - C'è chi fa l'aiuto bagnino e aiuta a sistemare lettini e ombrelloni; chi gestisce le piscine idromassaggio; e chi serve ai tavoli o sta dietro al bancone del bar. Tutti con il sorriso e la professionalità di chi è contento del proprio lavoro. Per quello che è, con tanto di magliette, uno "staff alternativo". A Rimini l'inclusione dei più deboli parte alla spiaggia, grazie al progetto "Marina c'entro" portato avanti da tre anni dal consorzio Spiaggia Marina centro che tiene insieme otto bagni, con la collaborazione dell'associazione "Crescere insieme". Fin qui, spiega Stefano Mazzotti del consorzio, sono stati formati con dei tirocini una trentina di ragazzi dai 18 ai 45 anni. E quest'anno ne sono stati assunti quattro, mentre altre tre sono al lavoro in città: chi in un negozio di abbigliamento, chi come portiere d'albergo e chi in un bar. Non solo. Altri tre, grazie al progetto "Mille orti per la città", curano a richiesta un pezzettino di terra.
 
E il Consorzio quest'anno rilancia con l'iniziativa "Ombrellone solidale": per ogni euro dato in più per ombrellone o lettino, Spiagga Marina centro ne metterà altrettanti nei progetti di inclusione sociale. "Il progetto è aperto ad altre imprese e settori", sottolinea Mazzotti, mettendo in luce come non si tratti di "un favore alla società, ma di aiutare a trovare autostima e indipendenza "formando quelle figure professionali che ci servono".
 
Sabrina Marchetti, presidente di Crescere insieme, associazione che raccoglie famiglie con persone con disagio mentale, rimarca come "valorizzare le persone sia la parte di lavoro più difficile". Con quest'esperienza, prosegue, "si mettono in gioco sia i ragazzi che le aziende. I primi sono i fioriti, mentre i bagnini, all'inizio un po' impauriti, sono cresciuti con loro". Della partita fa parte anche il Rimini Calcio, ricorda il presidente del Consorzio Fabrizio Pagliarani, convinto che "sarebbe bello se il progetto fosse allargato in ogni bagno". Dello stesso avviso l'assessore comunale alle Politiche educative, Mattia Morolli: si tratta di "una iniziativa importante che merita di essere replicata". D'altronde Palazzo Garampi mette a disposizione oltre 200 mila ore di sostegno all'handicap e Rimini come la Romagna è una "terra con l'anima".
 
E, chiosa l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, "se le Istituzioni non sono vicine a chi si mette in gioco sbagliano e rischiano di rimanere indietro". Questo progetto aggiunge, dimostra che "si può innovare mantenendo valori, con una visione lunga", creando "arricchimento per entrambi", il ragazzo socialmente svantaggiato e l'imprenditore. Sul tema della disabilità, conclude, "occorre pensarla in maniera diversa ed essere pronti a capire che un cambiamento può comunque essere un vantaggio". Per questo "l'esperienza va diffusa", perché "lavoro significa avere dignità".

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati