SuperAbile







Crescono le morti bianche a Milano, tante le vittime donna

Nella provincia l'Inail ha registrato, nel 2018 rispetto al 2017, un +1,9% di denunce complessive di infortunio sul lavoro e un +5,5% di denunce per malattie professionali. Raddoppiate le vittime donna (da dalle 10 del 2017 alle 20 del 2018)

30 aprile 2019

MILANO - "La formazione permanente è un fattore di sicurezza essenziale". Così il prefetto di Milano Renato Saccone a Milano, al convegno "Sostanze chimiche pericolose-Azioni e reazioni". A confrontarsi con Saccone, in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro in ricordo delle morti bianche, rappresentanti dell'amministrazione comunale e della città Metropolitana, tra i quali l'assessore alle Politiche per il Lavoro Cristina Tajani. Citando una crescita delle donne tra le vittime, Saccone osserva che è "un dato che colpisce molto, così come colpisce un'inversione di tendenza in risalita degli incidenti mortali, dopo tanti anni positivi". Nella provincia di Milano l'Inail ha registrato, nel 2018 rispetto al 2017, un +1,9% di denunce complessive di infortunio sul lavoro e un +5,5% di denunce per malattie professionali, mentre a Milano il dato +2,44 per le denunce complessive di infortunio e dello 0,6% per le denunce di malattie professionali. Per quanto riguarda, invece le morti sul lavoro, in provincia si registrano, nel 2018, 163 infortuni con esito mortale, di cui 49 solo nella città di Milano. L'elemento più rilevante legato alle morti sul lavoro in provincia di Milano riguarda appunto le donne, che passano dalle 10 del 2017 alle 20 del 2018, con un incremento percentuale del 100% mentre l'incremento relativo ai maschi è di 10,85%. A preoccupare il prefetto sono "anche gli incidenti su strada, aumentati dopo 15 anni". Da qui Saccone rileva che "c’è qualcosa che ci porta a dover moltiplicare il nostro impegno". Per Saccone "c’è un problema a monte di profitti, ma c’è anche un problema di formazione, io credo moltissimo nelle competenze".
 
Il prefetto di Milano sottolinea poi l'importanza della giornata celebrativa ma chiarisce che "non ci si può accorgere dei problemi della sicurezza sul lavoro in un solo giorno". Si tratta piuttosto di portare avanti un " percorso quotidiano e permanente che fa capo a protocolli sottoscritti da tutti gli enti che operano per la salvaguardia del lavoro". Evidenziando che l'amministrazione comunale monitora costantemente i dati sulla sicurezza del lavoro, dal canto suo, Tajani sottolinea che l'incremento delle morti sul lavoro "non è fisiologico alla ripresa economica e va contrastato con un sistema di prevenzione e di controlli".
 
Il Comune di Milano, continua Tajani, "si occupa della prevenzione, anche in ragione di un accordo stipulato in Prefettura con gli altri enti coinvolti e il convegno odi oggi fa parte di questo percorso di formazione", auspicando infine che "prevenzione e repressione possano portare a una riduzione di questi numeri". Sui numeri relativi alle donne che sono le prime vittime degli incidenti sul lavoro, Tajani parla di "un dato nuovo, preoccupante, che probabilmente si spiega con una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro nel nostro territorio", Ma, precisa, è un fenomeno "che va certamente monitorato e contrastato".
 
L'importanza della diffusione di una nuova cultura della sicurezza trova conferma nei dati Inail che evidenziano come le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Istituto tra gennaio e febbraio siano state 100.290 (+4,3% rispetto allo stesso periodo del 2018), 121 delle quali con esito mortale (-3,2%). Stabile il numero delle patologie di origine professionale denunciate: 9.937 (un caso in più). L'analisi a livello territoriale evidenzia un aumento delle denunce di infortunio in tutte le ripartizioni geografiche: Nord-Ovest (+4,9%), Nord-Est (+5,2%), Centro (+4,6%), Sud (+1,0%) e Isole (+4,1%). Tra le regioni con gli incrementi percentuali maggiori spiccano Umbria (+13,4%), Sardegna, Marche e Basilicata (intorno al +10%), mentre i decrementi, seppur modesti, sono circoscritti a Valle d'Aosta, Calabria, Abruzzo e Puglia.
 
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all'Istituto entro il mese di febbraio sono state 121, quattro in meno rispetto alle 125 denunce del primo bimestre 2018 (-3,2%). La flessione ha coinvolto la gestione Industria e servizi (da 114 a 109 denunce) e il Conto Stato (da 2 a 1), mentre in Agricoltura si è registrato un aumento di due casi (da 9 a 11). Dall'analisi territoriale emerge un calo di cinque casi mortali nel Nord-Ovest (da 38 a 33), di 10 nel Nord-Est (da 32 a 22) e di due al Sud (da 28 a 26). Nelle Isole, invece, le denunce di casi mortali sono state otto in più (da 6 a 14) e al Centro cinque in più (da 21 a 26).

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati