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In Lombardia aumentano gli infortuni sul lavoro: 163 mortali nel 2018

Aumentano gli infortuni sul lavoro, anche mortali, in Lombardia. È quanto emerge da un'analisi condotta dalla Cisl Lombardia, diffusa oggi, sulla base dei dati Inail a tutto il 2018

20 febbraio 2019

MILANO - Aumentano gli infortuni sul lavoro, anche mortali, in Lombardia. Nel 2018 le denunce all'Inail sono state 119.937 (+1,8% sul 2017, quando erano state 117.757). In aumento del 17,2% le morti bianche: 163 contro 139 dell'anno precedente. più colpite le fasce d'età dove precarietà e anzianità lavorativa sono più alte: dai 14 ai 34 anni si passa da 34.946 a 36.419 denunce di infortunio, dai 55 ai 69 anni da 15.612 a 16.079. È quanto emerge da un'analisi condotta dalla Cisl Lombardia, diffusa oggi, sulla base dei dati Inail a tutto il 2018. "Questi dati sono la dimostrazione plastica di un abbassamento della guardia negli ultimi tempi in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, e dell'insufficiente attività ispettiva da parte delle istituzioni preposte alla vigilanza e alla prevenzione", afferma Pierluigi Rancati, segretario della Cisl Lombardia con delega a salute e sicurezza. In questi "dieci anni di crisi il fatto che i controlli abbiano interessato solo il 5% delle 480.000 imprese lombarde ha fatto emergere la convinzione- aggiunge il sindacalista- che si possa restare impunti anche non rispettando le norme per la sicurezza e l'obbligo di adeguati o di maggiori investimenti per ridurre l'esposizione ai rischi specifici".
 
Occorre da subito, prosegue, "dare corso al programma straordinario deciso in Lombardia l'anno scorso, rafforzandone gli interventi anche grazie alle nuove risorse ottenute dalle ulteriori sanzioni applicate nel corso del 2018". Dei 119.937 infortuni denunciati, l'82% (96.066) sono avvenuti in occasione di lavoro, gli altri 21.431 in itinere. Quanto ai settori, l'industria sale da 95.207 del 2017 a 96.066 del 2018, le attività svolte "per conto dello Stato" da 19.632 a 21.041, mentre si registra un lieve calo in agricoltura: 2.830 denunce contro le 2.918 dell'anno precedente. "Condivido la campagna dell'Ordine nazionale dei medici e del suo presidente Filippo Anelli. La preoccupazione dei professionisti è inevitabile: il regionalismo differenziato potrebbe portare maggiori differenze tra nord e sud Italia, soprattutto nell'ambito sanitario". Lo dichiara, in una nota, il deputato pugliese di Fratelli d'Italia e segretario della XII commissione Affari Sociali e sanità Camera dei Deputati, Marcello Gemmato. "In tema di salute e di livelli assistenziali - continua Gemmato - già oggi assistiamo ad ingiuste migrazioni verso il nord che, nel sentimento comune, garantisce di più e meglio il diritto alla salute previsto dall'art. 32 della Costituzione. La campagna di Anelli, nell'immagine forte ed impattante del tricolore che avvolge una paziente oncologica, è rappresentativa di una discriminazione ai danni di una fetta di italiani. La soluzione è non abbandonarsi ad egoismi geografici: la Nazione è una, ed uno il suo popolo".
 
In particolare, in linea con quanto rilevato già nel 2017 il numero più alto di infortuni si è verificato nel commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (7.194), seguito da trasporto e magazzinaggio (6.003), costruzioni (5.226), fabbricazione di prodotti di metallo (4.734) e servizi di alloggio e ristorazione (3.271. A livello territoriale, Milano si conferma la provincia col numero più alto di infortuni, seguita da Brescia, Bergamo, Varese, Monza e Brianza. In leggero calo Cremona. Su fronte dei decessi si segnala il triste primato di Mantova, con 21 denunce di infortunio mortale contro le 8 del 2017. "I dati sull'incremento dei morti sul lavoro sono allarmanti e inaccettabili", commentano Samuele Astuti e Gian Antonio Girelli, capigruppo del Pd in commissione lavoro e attività produttive e in commissione sanità e welfare del Consiglio regionale. Secondo i consiglieri Dem, secondo i quali "un percorso che deve essere compiuto coinvolgendo il mondo dell'impresa e del lavoro perché, accanto al potenziamento dei controlli, è necessario insistere sulla formazione e sulla cultura della prevenzione, del rispetto delle norme e della stesura di adeguati piani di sicurezza. Il tema della sicurezza sul lavoro deve essere messa ai primi posti dell'agenda politica"

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