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Tra favole e bambini, la “creatività speciale” del Brucofarfalla sogna Matera

Il Brucofarfalla è la prima casa editrice gestita da persone con disabilità intellettive. L’esperienza è nata grazie ad un crowfunding nel gennaio 2016 e ad un percorso di inserimento sociale. La scrittura collettiva di Mario Lodi e Lorenzo Milani come strumento di comprensione, di espressione e di relazione con il mondo

19 febbraio 2019

ROMA - I ragazzi de Il Brucofarfalla, una casa editrice per bambini da 0 a 5 anni, tutto vogliono tranne che essere compatiti. La casa editrice è nata, a Roma, grazie ad un crowfunding nel gennaio 2016, sono stati raccolti oltre 20mila euro, e ad un percorso di inserimento sociale di persone con disabilità intellettive. E' un'attività importante e "non è un gioco". Guai a mostrare superficialità di giudizi nei confronti del lavoro di questo gruppo di ragazzi: "In occasione della presentazione di un nostro libro, uno dei nostri ragazzi urlò a chi rappresentava le istituzioni che il nostro non era un gioco", racconta Federico Valerio, co-fondatore del Brucofarfalla. La casa editrice prende il nome dal primo libro realizzato, 'Piero e il brucofarfalla', un albo illustrato per bambini da 0 a 6 anni. Il Brucofarfalla e' la prima casa editrice gestita da persone con disabilità intellettive. E forse è la cosa che meno salta agli occhi: non come la forza di volontà che ci mettono, la creatività che dimostrano di avere, come pure le idee chiare. Il Brucofarfalla nasce da una collaborazione tra l'associazione di volontariato La Lampada dei Desideri e il network Comunicazione sociale 11Radio.
 
Emanuela, 35 anni, è una forza della natura. Lei è la portavoce della casa editrice, e ha un sogno, quello di raggiungere Matera capitale europea della cultura 2019 per raccontare a tutti cos'è Il Brucofarfalla. Il fatto che sia costretta su una sedia a ruote è solo un particolare. "Vivere questa realtà è un ottimo punto di partenza, ho imparato e sto imparando a vivere, non a sopravvivere. Lavorare su libri per bambini è bellissimo, ti impegna in tante cose. Questo lavoro ti fa sentire libero, puoi essere autonomo e questa è la forza del Brucofarfalla, ti fa sentire libero e indipendente". Sono tante le attività di cui i ragazzi si occupano: "Andiamo nelle librerie a promuovere i nostri libri, facciamo pure animazione, letture animate. I bambini sono sempre coinvolti, li coinvolgiamo nel nostro lavoro". Il sogno di Emanuela, che poi è pure quello di tutti i ragazzi del Brucofarfalla, è andare a Matera e per farlo è disposta a 'sacrificare' il suo compleanno: "Io ci voglio andare perché voglio, anzi vogliamo andare a parlare dell'ultimo libro. È il nostro sogno. Ho chiesto ai miei amici di darmi i soldi invece di farmi il regalo per il compleanno, così possiamo andare".
 
Dopo aver pubblicato libri scritti da loro con il metodo della scrittura condivisa, in cui più protagonisti possono contribuire scrivendo una parte del testo (è aperta anche ai lettori), hanno scelto di acquistare i diritti di un libro scritto all'estero, 'Uccelli migratori', una storia illustrata da Michael Roher. "Lo abbiamo scelto perché non siamo d'accordo che gli immigrati non possano entrare in Italia- spiega Emanuela-. Per noi un essere umano è una persona. Tu Stato italiano lo devi far entrare, non è possibile che agli immigrati metti dei limiti, che non vuoi che entri perché è diverso da noi. Nel mondo il diverso non può andare dove vuole. Non lo dico per noi che siamo diversi, ma pure per l'immigrato che ha la sua vita ma non può andare dove vorrebbe. È una cosa 'schifosa' che l'Italia abbia ancora questi paletti contro l'immigrato perché diverso, se siamo in questo mondo siamo tutti uguali".
 
Tra i fondatori della casa editrice c’è Federico Valerio: "I fondi che raccogliamo per il nostro progetto derivano dalla vendita dei nostri libri – spiega -, l'obiettivo è generare autonomia nelle persone con disabilità. E finché c'è autonomia, servono fondi che derivino da quello che si produce. Abbiamo aiuti dalla partecipazione a bandi di fondazioni".
 
Per una realtà come il Brucofarfalla le difficoltà per andare avanti ci sono: "Sono tante, soprattutto per quanto riguarda la parte sociale del progetto- dice ancora Valerio-. Se fossimo una casa editrice commerciale, essendo il settore libri per bimbi molto florido, saremmo andati spediti. La parte sociale è più impegnativa, perché in questo periodo in Italia il sociale è azzerato, generando un grave errore. Questi ragazzi ci permettono di creare libri con una creatività speciale- prosegue Valerio-. Noi siamo facilitati perché produciamo libri che una casa editrice 'semplice' non fa, con la scrittura collettiva". L'obiettivo è "portare avanti la nostra sfida".
 
In Brucofarfalla "lavorano 5 persone con disabilità, 3 professionisti dell'editoria e comunicazione, per la gestione della casa editrice. Per quanto riguarda la realizzazione dei libri usiamo il metodo della scrittura collettiva di don Lorenzo Milani e in quel caso, con gli scrittori, arriviamo intorno alla trentina".

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