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Taranto. Il 25 febbraio una fiaccolata per le vittime dell'inquinamento

Ad organizzarla è l'associazione "Genitori tarantini" che riunisce mamme e papà orfani dei loro figli "ammazzati da un inquinamento smisurato". Castellana, responsabile dell'associazione: "Il Pil non si può creare sulla salute e sulla vita delle persone"

11 febbraio 2019

TARANTO - "Abbiamo scelto il 25 febbraio perché allora sarà trascorso un mese da quando Giorgio ci ha lasciato. È una data che si aggiunge a tutte le altre che hanno segnato le nostre vite con un immenso e indescrivibile dolore". Massimo Castellana, ha una voce ferma nonostante parli di bambini "uccisi dall'inquinamento ambientale che qui a Taranto continua ad allungare l'elenco dei morti". 



Il prossimo 25 febbraio ci sarà una manifestazione per le vie della città: "Fiaccolata per i nostri angeli", si chiama e il post che la annuncia si compone di volti di bambini, sorridenti. "Loro non ci sono piu'", spiega Castellana, responsabile dell'associazione 'Genitori tarantini' che riunisce mamme e papà orfani dei loro figli, tutti "ammazzati da un inquinamento smisurato". Chi avete invitato? "Chiunque può venire a eccezione dei politici, loro devono restarne fuori", replica con tono deciso. Perché? "Devono ragionare su quanto decidono nelle stanze del potere, non venire qui per fare sfilate. Non li vogliamo", spiega.
 
L'idea nasce dai fratelli Carmelo e Umberto Attolino. "Si sono rivolti alla nostra associazione e siamo stati entusiasti della loro iniziativa", dichiara Castellana che ricorda Giorgio Di Ponzio, l'ultima vittima in ordine di tempo. "Giorgio è morto lo scorso 25 gennaio, aveva 15 anni e ha vissuto gli ultimi tre anni soffrendo. Ha lasciato i fratelli e i suoi genitori, Angela e Carlo, che hanno affidato a Facebook il loro dolore e Giorgio è diventato un figlio perduto anche per chi non è di Taranto", dice Castellana e aggiunge: "La ragione della fiaccolata è approfittare di questo trigesimo non solo per ricordare tutte le vittime dell'inquinamento ambientale ma anche per dire che il Pil (Prodotto interno lordo, ndr) non si può creare sulla salute e sulla vita delle persone".

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