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Processo amianto alla Scala: gli ex sindaci di Milano non rispondono in aula

Sul banco degli imputati cinque ex dirigenti per la morte di 10 tra artisti e tecnici, causata dall'amianto presente in varie parti del Teatro. I sindaci erano stati chiamati a testimoniare in quanto il primo cittadino è anche presidente della Scala. Tognoli, Pillitteri e Borghini hanno però scelto di tacere

28 settembre 2018

MILANO - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: gli ex sindaci di Milano Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri, Gianpiero Borghini hanno deciso di non testimoniare al processo in cui si cerca di far luce sulla responsabilità della morte per amianto di 10 tra artisti e tecnici del Teatro alla Scala. Nel processo sono imputati cinque ex dirigenti del teatro, accusati di omicidio plurimo colposo. I sindaci erano stati chiamati a testimoniare dal Pubblico Ministro, Maurizio Ascione, in quanto il primo cittadino di Milano è anche presidente della Scala. Anche l'ex sindaco Marco Formentini avrebbe dovuto presentarsi oggi in aula, ma, tramite il suo avvocato, ha fatto sapere che "era impossibilitato per la sua età" (88 anni).
 
Tognoli, Pillitteri e Borghini hanno potuto sottrarsi alle domande del Pubblico ministero e degli avvocati perché, nel febbraio scorso, sono stati prosciolti dal gup Alessandra Simion dalla stessa accusa (omicidio colposo plurimo per la morte di 10 lavoratori) per cui sono imputati gli ex dirigenti della Scala. Una sentenza di proscioglimento che però non è definitiva, in quanto può essere sempre riaperto un processo nei loro confronti nel caso sopraggiungessero nuovi elementi di colpevolezza. Accettando di testimoniare oggi, gli ex sindaci rischiavano quindi che le loro dichiarazioni potessero essere usate per aprire di nuovo un procedimento penale a loro carico. "Sono stato sindaco fino al 1986 e la legge sull'amianto è arrivata nel 1992 - ha detto Carlo Tognoli fuori dall'aula giudiziaria - . Inoltre non so proprio nulla dell'amianto che era presente alla Scala e quindi non avrei potuto dire niente di particolare".
 
Secondo l'accusa, i 10 lavoratori colpiti da mesotelioma (tumore causato dalla fibre di asbesto) si sono ammalati perché nel Teatro alla Scala l'amianto era presente massicciamente in diversi parti della struttura. E la dirigenza avrebbe dovuto farlo rimuovere e tutelare maggiormente chi vi lavorava tutti i giorni. Il mesotelioma ha colpito non solo i tecnici, ma anche cantanti e musicisti. L'ultima vittima, il soprano Edith Martelli. (dp)

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