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Lavoro, nelle Marche infortuni a +0,6%, specie tra giovani e stranieri

Aumentano gli infortuni sul lavoro nelle Marche. Soprattutto nella fascia d'età 20-24 anni e tra gli immigrati. La Cgil Marche ha rielaborato i dati diffusi dall'Inail sui primi sette mesi del 2018

13 settembre 2018

ROMA - Aumentano gli infortuni sul lavoro nelle Marche. Soprattutto nella fascia d'eta' 20-24 anni e tra gli immigrati. La Cgil Marche ha rielaborato i dati diffusi dall'Inail sui primi sette mesi del 2018: rispetto allo stesso periodo del 2017 gli infortuni sono passati da 10.974 a 11.039 con un aumento dello 0,6%. Nell'industria, gli infortuni aumentano del 4,9%, con una crescita consistente nei settori del 'Legno' (6,9%), delle 'Costruzioni' (+4,9%) e del 'Metalmeccanico' (+2,9%). Segnano invece una diminuzione i settori della 'Chimica', 'Tessile' e 'Trasporti'.
 
Nell'artigianato si registra una diminuzione dell'1,3% mentre nel terziario le segnalazioni sono in aumento del 4%. La provincia piu' interessata dal problema e' quella di Pesaro Urbino (+4,2%), al secondo posto Ascoli Piceno (+2,3%), segue Fermo (+1,8%) mentre e' stabile Macerata e in diminuzione Ancona (-2,8%).
 
"L'aumento degli infortuni continua, come già avvenuto nel 2017 e questo non e' mai accettabile per un paese civile- spiega Giuseppe Santarelli, della segreteria regionale della Cgil- Anche nelle Marche bisogna aumentare la spesa pubblica per la prevenzione sulla sicurezza sul lavoro che rappresenta il 3,5% del bilancio della sanità. Anche le imprese, pero', devono investire risorse per migliorare le condizioni lavorative.
 
Risulta fondamentale aumentare i controlli che oggi vengono effettuati solo nel 5% delle imprese e per questo serve un impegno straordinario del Governo e della Regione".
 
Tra le categorie di lavoratori piu' colpiti figurano gli stranieri extracomunitari (+9,8%) mentre per i comunitari l'aumento e' contenuto (0,9%). Tra gli italiani invece gli infortuni diminuiscono (-0,7%). La fascia d'età dove si registra il maggior incremento e' quella dei 20-24 anni con una crescita del 10%. Aumenta del 7,2% anche la fascia d'eta' 60-64. Gli infortuni mortali infine passano dai 20 dei primi sette mesi del 2017 ai 10 del 2018 con una diminuzione sia nell'agricoltura che nell'industria e nei servizi.
 
"I più colpiti dagli infortuni sono i giovanissimi cioe' quelli che subiscono condizioni di precarietà e di ricatto anche attraverso il Jobs act- conclude Santarelli- gli immigrati e i lavoratori più anziani, costretti a restare al lavoro, nelle mansioni più dure, dopo l'introduzione della Fornero".

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