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Morto sul lavoro al cantiere di Cesano Maderno, i sindacati: “La fatalità non esiste”

“Di lavoro si deve vivere, non morire”. Intensificazione dei controlli, patente a punti per selezione e qualificazione delle imprese, ripristino del Durc nella sua forma originaria: queste le priorità da concretizzare subito

10 luglio 2018

COMO - Le segreterie territoriali Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil di Monza Brianza e Como esprimono la loro sincera solidarietà ai famigliari di Giovanni Spagnoli, lavoratore edile residente a Limbiate, deceduto sul lavoro nell’incidente verificatosi il 6 luglio scorso presso il cantiere di Cesano Maderno. Sono momenti di straziante dolore, nei quali deve prevalere la vicinanza del mondo del lavoro e delle istituzioni ai famigliari del lavoratore. Di lavoro si deve vivere, non morire. Gli organi competenti faranno le indagini dovute e stabiliranno la dinamica, le cause e le responsabilità di ciò che è avvenuto. A quegli esiti Feneal Filca e Fillea di Monza Brianza e Como si atterranno. Non esistono fatalità quando avvengono morti sul lavoro. I sindacati dell’edilizia da tempo sollecitano il completamento di quanto previsto dal DLGS 81/2008 con la costituzione della patente a punti (strumento fondamentale per la selezione ed il sistema di qualificazione delle imprese), l’intensificazione dei controlli e l’aumento delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro, il ripristino del Durc (documento unico di regolarità contributiva) nella sua forma originaria, passando in tempi brevi alla certificazione della congruità e il contrasto al lavoro irregolare, moltiplicatore di incidenti e di infortuni mortali. La sicurezza sul lavoro deve essere considerata dalle imprese un investimento e non una spesa, deve essere considerata un prerequisito e non una variabile dell’organizzazione del lavoro. Pertanto l’obiettivo è che i lavoratori, dopo una giornata di lavoro, ritornino alla loro case tra gli affetti delle loro famiglie.
 
Per queste ragioni, Feneal Filca e Fillea rivendicano l’applicazione del contratto nazionale edile a tutti gli impiegati in cantiere per assicurare un'adeguata formazione, rivendicano uguali diritti e uguali prestazioni, rivendicano una efficace lotta alla corruzione e all’illegalità che sono foriere di mancate applicazioni delle norme legislative e contrattuali. Il fondamentale ruolo degli Rlst (responsabili territoriali per la sicurezza), con la recente messa in rete a livello regionale lombardo, deve avere in futuro maggior efficacia ai fini del rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro nella quotidianità del cantiere.
 
La sicurezza sul lavoro e la lotta agli infortuni non è solo un problema sindacale, ma sociale, politico e istituzionale perché misura il tasso di rispetto che una società ha nei confronti di chi suda salario. A tale proposito lunedì mattina (16 luglio), i sindacati di Categoria hanno indetto un presidio che si terrà a Milano in piazza Duomo, con l’obiettivo di sollecitare e sensibilizzare su queste tematiche, coinvolgendo tutti i soggetti preposti ai controlli e vigilanza nei luoghi di lavoro. La morte di Giovanni Spagnoli e di tutti gli altri infortuni, mortali e non, deve interrogare l’intera società.

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