SuperAbile







Morti bianche, “stillicidio quotidiano”. Anmil commenta l'incidente di Livorno

Grave incidente mortale sul lavoro al porto di Livorno. I due uomini deceduti stavano pulendo una grande cisterna. Bettoni (Anmil): “Un'onta per la nostra economia. Inadeguato l'impegno che mettiamo per contrastare il mancato rispetto delle norme antinfortunistiche”

29 marzo 2018

FIRENZE – Grave incidente sul lavoro a Livorno, dove due operai sono morti in seguito all’esplosione in un grande serbatoio intorno alle 14. Secondo una prima ricostruzione, i due uomini deceduti stavano effettuando lavori di manutenzione.
 
La cisterna bianca è esplosa e si è ripiegata su se stessa, l’immagine è ben visibile da distanza. Tutta l’area circostante è stata evacuata per precauzione. Ci sarebbero anche altri feriti. Il serbatoio esploso si trova all'interno del deposito costiero della società Neri: è il numero 62 e conteneva acetato di etile, una sostanza molto infiammabile.
 
Il governatore toscano Enrico Rossi si è recato a Livorno: "E' un giorno orribile per il lavoro in Toscana – ha dichiarato, in riferimento anche ad altri incidenti si sono registrati nella regione nello stesso giorno - Un bollettino di guerra: un incendio a Massa in un'azienda dell'area industriale ha provocato un ferito grave, ricoverato con ustioni di terzo grado. Un'esplosione nel porto di Livorno ha provocato la morte di due operai e altri feriti gravi. A Massa Marittima il ribaltamento di un trattore ha causato la morte di un uomo. A Terranuova Bracciolini in una discarica un operaio è stato colpito gravemente al volto".
 
“La violenza dell'esplosione del serbatoio 62 che aveva contenuto acetato di etile, situato nel porto industriale di Livorno, che ha causato la morte di due operai, dipendenti della Labromare, i quali, secondo una prima ricostruzione, stavano lavorando all'esterno, poteva essere una strage di enormi proporzioni - dichiara il presidente dell'Anmil Franco Bettoni -; ma morire a soli 25 anni come Lorenzo Mazzoni, insieme al collega più esperto, Nunzio Viola, di 53 anni, è per noi un dramma che ci addolora due volte: sia perché sappiamo quanto dolore si nasconde per i familiari dietro questi incidenti sempre evitabili, sia perché prendiamo atto di quanto sia ancora insufficiente e inadeguato l'impegno che mettiamo per contrastare il mancato rispetto delle norme antiinfortunistiche”.
 
“È tempo di comprendere che lo stillicidio quotidiano di lavoratori che non tornano a casa dai loro cari o che si ritrovano permanentemente invalidi, sono un'onta per la nostra economia - aggiunge indignato e addolorato il Presidente dell'ANMIL - ed esprimeremo la nostra vicinanza ai familiari delle vittime seguendo gli sviluppi delle indagini, per capire dove abbia fallito la prevenzione, e ci costituiremo parte civile affinché i loro familiari non si sentano soli davanti a queste morti ingiuste”.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati