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Ginosa, tre ragazzi con disabilità intellettiva trovano lavoro al Palazzetto dello Sport

Al via il progetto pilota di inclusione lavorativa, reso possibile dalla sinergia tra Anffas locale e Mec Solution, il gestore dell'impianto sportivo. Inizialmente saranno impiegati tre ragazzi con disabilità intellettiva. Obiettivo: trasformare la struttura in un “incubatore sociale d'inclusione”

20 marzo 2018

ROMA – Da Palazzetto dello sport a “Palazzetto dell'inclusione”, vero e proprio “incubatore sociale”: è il progetto che, a Ginosa, stanno mettendo in piedi la sede locale di Anffas e l'ente gestore degli impianti sportivi del Palazzetto dello Sport. Il primo passo di questo percorso sarà l'inserimento lavorativo, all'interno della struttura, di tre ragazzi con disabilità intellettiva. Ma “il progetto è molto più ampio - spiega Claudio Petrera, ideatore dell'iniziativa per Mec Solution – e punta a rendere il Palazzetto un vero incubatore sociale dove bambini, ragazzi e adulti potranno ritrovarsi per passare dei bei momenti di convivialità, sport, formazione e gioco in assoluta serenità”.
 
Nel breve termine, è prevista la creazione di un grande parco giochi all’interno della struttura: sono già disponibili tre parchi gonfiabili utilizzabili nei weekend o per feste di compleanno da tutti i bambini, mentre all’esterno sono iniziati i lavori di ampliamento dell'area ludica. Proprio l'attività di tutoraggio dei bambini sarà affidata ai tre lavoratori inseriti nel progetto, i quali saranno anche impiegati nel servizio di ristorazione e bar presenti nell’impianto. Con il potenziamento di queste attività, si prevede l'inserimento di altre unità lavorative, sempre in collaborazione con Anffas o altre associazioni del territorio. Mec Solution, da parte sua, offre la propria disponibilità ad affiancare le tre lavoratrici nel percorso di accompagnamento al lavoro che l’inserimento di questo tipo dovrebbe prevedere. “L'impresa sociale con accompagnamento al lavoro delle persone con disabilità diventa un'opportunità per tutte le realtà produttive del territorio – osserva Petrera - Con questo primo progetto speriamo di aver aperto la strada ad un percorso che guardi alle persone con disabilità o in difficoltà come una risorsa lavorativa a tutti gli effetti. E speriamo che questo smuova i cuori di tutti gli imprenditori del territorio, affinché attuino progetti simili”.
 
“L'inserimento lavorativo delle persone con disabilità è disciplinato dalla legge 68/99 – precisa Annamaria Petrosino di Anffas - che introduce il 'collocamento mirato', ossia quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione. Se pur nobile negli intenti, la legge rimane per lo più inapplicata, tanto che alcuni datori di lavoro (obbligati per legge all’assunzione di un lavoratore disabile in quanto vantano un organico superiore ai 15 dipendenti) preferiscono il pagamento di una multa, che probabilmente non arriverà mai, visto il sistema di controlli carente a fronte di un organico ridotto degli ispettori del lavoro”. (cl)

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