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Vittime del lavoro a Milano, il cordoglio di Anmil. “Ci costituiremo parte civile”

L'incidente, presso l'azienda Lamina, ha provocato la morte per intossicazione di tre operai. Altri tre sono ricoverati. Bettoni (Anmil): “Ancora lunga la strada per garantire tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Sia applicato non solo risarcimento effettivo, ma anche punitivo”

17 gennaio 2018

ROMA – Quando la sicurezza non “funziona”, il lavoro uccide: è successo ancora, questa volta a Milano, presso lo stabilimento dell'azienda Lamina, specializzata nella produzione di acciaio e titanio. I dispositivi di allarme che segnalano la fuoriuscita di monossido di carbonio e azoto non hanno funzionato. Così sono morti intossicati tre operai: Marco Santamaria, Giuseppe Setzu e Arrigo Barbieri, di 43, 49 e 58 anni. Altri tre sono ricoverati, uno in gravissime condizioni. I rappresentanti dell'azienda verranno iscritti nel registro degli indagati, nell'inchiesta che si è aperta per omicidio colposo plurimo.
 
 “Ancora una volta dobbiamo dolorosamente partecipare al cordoglio di famiglie di lavoratori vittime di incidenti sul lavoro che lasciano sgomenti per la loro tragica ripetitività - commenta Franco Bettoni, Presidente dell’Anmil - Si allunga la scia di morti sul lavoro causate da intossicazioni in ambienti confinati. a dimostrazione del fatto che la storia non ci ha insegnato nulla e che è ancora lunga la strada da percorrere per garantire la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.
 
Per questo, Bettoni assicura che “seguiremo con trepidazione nelle prossime ore la situazione, ma posso già garantire che con altrettanta attenzione seguiremo le fasi delle indagini e l’accertamento dei fatti per costituirci parte civile nell’eventuale avvio di un procedimento penale, convinti che si debba ormai affermare per questi casi il principio dell’applicazione non solo del risarcimento effettivo, ma anche di quello punitivo in caso di confermate responsabilità”.
 
Congiuntura economica... Dal 2008 in poi “gli effetti della crisi sull’economia nazionale sono stati devastanti – ricorda Anmil - ma già da qualche anno si sono intravisti timidi segnali di ripresa che finalmente nel 2017 sembrano definitivamente essersi rafforzati e consolidati. Anche per quanto riguarda la produzione industriale, nella media dei primi dieci mesi del 2017 l'indice è aumentato del 2,9%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tutti gli indicatori economici concordano sul fatto che la crisi economica sembra ormai superata e si prospetta una visione più ottimistica per un nuovo ciclo (speriamo lunghissimo) di recupero di lavoro, potere di acquisto e, in definitiva, di benessere per tutti i cittadini.
 
...e infortuni sul lavoro. “L’evoluzione del fenomeno infortunistico nell’ultimo decennio – riferisce ancora Anmil - si è sviluppata quasi perfettamente in linea con la dinamica economica appena esposta. Già da alcuni decenni il fenomeno infortunistico ha fatto registrare nel nostro Paese un calo continuo sia per gli infortuni che per le morti sul lavoro. Ma tale flessione si è notevolmente accentuata a partire proprio dal 2008 e fino al 2014, gli anni cioè della profonda crisi economica che, producendo un forte taglio di produzione e lavoro (sia in termini di occupati che di ore lavorate), ha ridotto l’esposizione al rischio, quindi gli infortuni stessi”. La tendenza ha iniziato a mutare nel 2015 e 2016: con i primi segnali di ripresa produttiva, il calo degli infortuni ha iniziato a rallentare. “Sulla base dei più dati relativi ai primi undici mesi del 2017 (rilevati dall’Open Data dell’Inail) – ricorda Anmil - gli infortuni sul lavoro sono aumentati dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (circa 2 mila infortuni in più”. Anche le morti sul lavoro, che erano scese dai 1.200 casi del 2008 a 1.170 nel 2014, per risalire a 1.286 nel 2015 e ridiscendere a 1.104 nel 2016, hanno ripreso a salire nel 2017, facendo segnare, nel periodo 1 gennaio-30 novembre, una crescita dell’1,8% (17 casi in più). “Per la prima volta, dopo oltre 25 anni, si assiste dunque ad una crescita contemporanea sia di infortuni che di morti sul lavoro – fa notare Anmil, che proprio per questo rinnova e rilancia, di fronte all'incidente di Milano, “il proprio impegno associativo sul fronte della prevenzione, con progetti e iniziative dedicate in modo capillare sul territorio alla formazione e alla prevenzione, per contribuire a questo indispensabile cambiamento”.

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