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Processo Fibronit - Broni: la Cassazione rigetta il ricorso del procuratore generale di Milano

Assolti gli imputati. Le reazioni incredule dell’Osservatorio nazionale amianto e dei senatori Orellana e Uras. “Le conseguenze dell'amianto raggiungeranno le punte massime nei prossimi anni, ecco perché anche oggi si deve reclamare giustizia e pretendere una legislazione nazionale ed europea di prevenzione e contrasto”

21 dicembre 2017

ROMA - Corte di Cassazione, IV sezione penale: pronunciata ieri, 20 dicembre, la sentenza di rigetto del ricorso del procuratore generale presso la Corte di Appello di Milano: confermata l’assoluzione per gli imputati, uno dei quali però era stato già condannato in via definitiva dalla Cassazione. “Circa 20 anni tra indagini preliminari e procedimento giudiziario nelle 3 fasi, e ora anche sui morti di Broni (Pavia) cala il sipario -, commenta l’Osservatorio nazionale amianto -. Più di 1.000 decessi e decine di nuovi casi ogni anno e nessuna responsabilità penale perché la Corte di Cassazione oggi ha messo la parola fine, con l’assoluzione dei due imputati”. Gli imputati, Claudio Dal Pozzo e Giovanni Boccini, erano stati condannati in primo grado sia per le ipotesi di disastro che per gli omicidi colposi e, in secondo grado, c’era stata la dichiarazione di prescrizione per il reato di disastro e l’assoluzione per l’ipotesi di omicidio “perché il fatto non costituisce reato”.
 
Questo il commento dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto: “Esprimo la mia incredulità per il giudizio della Cassazione, che ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale della Corte di Appello di Milano, che era ben articolato e motivato e peraltro sostenuto anche dal Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione. Purtroppo a questo punto rimane soltanto la via del giudizio civile, solo che la società Fibronit è fallita da tempo e quindi l’unico risarcimento che le vittime potranno avere sarà quello dell’Inail, anche attraverso il Fondo Vittime Amianto, che però non è stato adeguatamente finanziato. Il nostro impegno prosegue comunque – conclude Bonanni - in tutte gli altri procedimenti che riguardano altri deceduti tra il personale dipendente Fibronit e dei familiari e di coloro che hanno abitato nei dintorni dello stabilimento Fibronit di Broni”.
 
Incredulità e sgomento esprimono anche i senatori Luis Orellana e Luciano Uras attraverso una nota: "Lascia sgomenti - dichiarano i senatori - che dopo tanti anni coloro che patiscono gli effetti della lavorazione e dell'impiego di amianto rimangono privi di giustizia. Quel materiale, a cui sono state esposte tante persone nella zona limitrofa allo stabilimento Fibronit di Broni, ha invaso e avvelenato ambienti di lavoro e territori, ha arricchito pochi e ucciso tanti".
 
"Oggi - proseguono - siamo andati ad esprimere a nome dei parlamentari progressisti solidarietà ai malati e ai parenti delle vittime da amianto, che hanno assistito con la loro associazione ‘Avani’ al dibattimento in Cassazione sui delitti da inquinamento della Fibronit. Le nefaste conseguenze dell'amianto raggiungeranno le punte massime nei prossimi anni, un inquinamento grave che colpisce e uccide a distanza. Ecco perché anche oggi si deve reclamare giustizia e soprattutto pretendere una legislazione nazionale ed europea di prevenzione dagli inquinamenti da materiali nocivi e di contrasto delle relative conseguenze sulla salute e sull'ambiente. Una legislazione che faccia giustizia attraverso la individuazione delle responsabilità, ma soprattutto - hanno concluso - attraverso i dovuti indispensabili risarcimenti".

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