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Inserimento lavorativo disabili, quella “beffa” delle mansioni “impossibili”

La denuncia di un lettore e l'interrogazione parlamentare: il centro per l'impiego di Chieti ha pubblicato, a novembre e dicembre, offerte di lavoro con mansioni “non ragionevoli” per chi ha una disabilità: da fresatore a cucitore, fino all'asportazione di trucioli. Interrogazione al ministro del Lavoro

19 dicembre 2017

ROMA – Sono offerte di lavoro destinate a lavoratori con disabilità, ma sembrano uno scherzo: fresatore, cucitore, addirittura addetto all'asportatore di trucioli non sono certo le mansioni più adatte a chi abbia una disabilità, fisica o intellettiva che sia. A segnalarci “sdegnato” quella che potremmo definire la “beffa della 68/99” è Lorenzo Torto, che scrive alla redazione per denunciare le “offensive” offerte di lavoro riservate a disabili. Offensive, ci spiega, “verso chi soffre e vive la propria malattia con dignità. E fa riferimento, Torto, i particolare alle offerte del settore privato, pubblicate dal Centro per l'impiego di Chieti negli ultimi due mesi. Negli elenchi relativi ai “Posti di lavoro disponibili presso datori di lavoro privati soggetti agli obblighi di cui alla legge 68/99”, si trovano infatti, tra le altre, queste posizioni disponibili – ma alquanto improbabili – per candidati con disabilità: fresatore (la specifica mansione è: asportazione trucioli!), stiratore, cucitrice.
 
“Purtroppo l’ignoranza regna sovrana tra chi propone queste mansioni lavorative, nonostante ci sia una direttiva europea che tuteli l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro – commenta Torto - Ai sensi della direttiva 2000/78/CE, infatti, il datore di lavoro deve prevedere soluzioni ragionevoli per i disabili, al fine di consentire alla persona con disabilità di avere accesso al lavoro e di crescere professionalmente. E l'Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea, il 4 luglio 2013, proprio per il mancato recepimento della medesima direttiva europea. Bisogna smuovere le coscienze di chi può cambiare questa ingiustizia che colpisce i tanti disabili che tentano con tutte le loro forze di costruirsi un futuro dignitoso all’interno di un mercato del lavoro che non valorizza la persona disabile come una risorsa di estimabile valore”, conclude Torto.
 
Sulla questione è stata presentata nei giorni scorsi un'interrogazione parlamentare al ministero del Lavoro dalla senatrice pentastellata Enza Blundo (interrogazione a risposta scritta 4/08510 del 12 dicembre 2017), in cui si riportano le finalità e le modalità previste dalla legge 68/1999 e si ricorda che “la direttiva 2000/78/CE, all'articolo 5, impone ai datori di lavoro di prendere i provvedimenti appropriati per consentire alle persone disabili di 'accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o perché possano ricevere una formazione'”. Ora, secondo quanto denunciato dalla senatrice, il centro per l'impiego di Chieti, “ha pubblicato offerte di lavoro presso i datori di lavoro privati, relativi al mese di novembre 2017 riservate ai soggetti di cui all'articolo 1 e all'articolo 18 della legge n. 68 del 1999 da coprire con avviamenti numerici; ma negli avvisi di pubblicazione sono elencate mansioni incompatibili con una condizione di disabilità, in quanto i destinatari del collocamento mirato non sono evidentemente in possesso dei requisiti fisici necessari allo svolgimento di tali prestazioni di lavoro; detti avvisi di pubblicazione non risulterebbero conformi a quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 9 della legge n. 68 del 1999 e apparirebbero fortemente discriminatori nei confronti di soggetti portatori di handicap psicofisici”.
 
La senatrice chiede quindi “se il ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda assumere al fine di accertare se i comportamenti descritti siano conformi alla disciplina del collocamento mirato previsto dalla legge n. 68 del 1999 e dalla direttiva 2000/78/CE, anche alla luce di quanto sancito dall'art. 4 della Costituzione”. (cl)

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