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Andrea, il primo barista con sindrome di Down a Viterbo: “Il lavoro mi ha cambiato la vita”

Assunto dall'Amaris Caffè di Viterbo con “Garanzia Giovani”, soddisfa clienti e proprietario: “Impara da solo, è capace, è più abile degli altri”. E la mamma assicura: “Lui crede nei sogni e io ne sono orgogliosa”

4 settembre 2017

ROMA – Pensa di non aver fatto nulla di speciale, Federico Biscetti, proprietario dell'Amaris Caffè di Viterbo: ha assunto Andrea non per fare un'opera buona, ma perché aveva bisogno di un barista serio e capace. E Andrea Cenci, 26 enne con sindrome di Down, decisamente lo è. La sua storia sta facendo il giro dei media e della rete, ma dovrebbe essere la storia di tanti: perché il lavoro è un diritto e l'inclusione passa per il lavoro. E Andrea è la prova vivente che non c'è proprio niente di speciale: arriva in bici puntuale e alle 8 di mattina è già al bancone. “
 
Mi diverto tantissimo – assicura a Il Messaggero - Era il mio sogno nel cassetto. Finalmente sono riuscito a realizzarlo”, dice. Dal 1° settembre ha un contratto di lavoro con “Garanzia giovani”: Biscetti lo ha messo alla prova e ha verificato la sua serietà e la sua capacità. “Prima di Andrea ho provato altri due ragazzi ma non andavano. Lui impara da solo, è capace. Anzi, è più abile di quelli abili – racconta - Quando si è presentato, ha detto che voleva lavorare e fare i cappuccini. Perché non avrei dovuto provare? In lui ho visto il potenziale, è un ragazzo carino ed educato. Sono io fortunato ad averlo trovato, non viceversa.  E i clienti sono entusiasti”.
 
La mamma di Andrea, Simona Navarra, è sollevata: per anni, dopo il diploma alla scuola alberghiera, il figlio è rimasto senza un'occupazione: “Questi ragazzi – racconta - hanno sogni e aspettative. Non devono restare chiusi in casa. Andrea è un mito, è lui che ti dà lo stimolo ad andare avanti. Non sapeva sciare, ci ha messo 4 anni ad imparare ma non ha mollato. Poi è passato allo snowboard. Lui crede nei sogni e io ne sono orgogliosa”. E lui assicura: “Questo lavoro mi ha cambiato la vita. Quando ha aperto il bar ho detto: mi butto, ci provo. Ed ora è meraviglioso”. 

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  • MZZGDU42M27L035T
    Fate sognare i nostri figli! Il lavoro è l'unica cosa che li renda psicologicamente indipendenti. Certo non tutti potranno fare cose importanti come nel mondo della normalità, ma sanno fare qualcosa che li faccia sentire utili. Credeteci e non fateci chiedere un posto di lavoro idoneo in ginocchio come se chiedessimo un favore impossibile. Forza i nostri figli aspettano di essere valorizzati per voi. e non solo per loro.



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