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Il ritorno al lavoro dopo l'infortunio, raccontato da Inail. “Un impegno che ci fa sentire utili”

Convegno dell'Istituto al Forum PA 2017. Benedetti (Contarp) racconta gli interventi di adeguamento e adattamento delle postazioni di lavoro e la formazione e l'addestramento dei lavoratori: dall'analisi del bisogno al progetto personalizzato, fino al piano esecutivo

25 maggio 2017

ROMA – Tornare al lavoro dopo l'infortunio è una possibilità e un diritto: Inail ha il compito di farlo diventare realtà. Un compito che è stato affidato all'istituto dalla legge di stabilità (n. 190/2014), in particolare dall'articolo 1 comma 166). Inail ha recepito la legge con il Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro (DET. PRES. 11 luglio 2016) alla definizione del quale ha partecipato anche la Consulenza Tecnica Accertamento del Rischio e Prevenzione – Contarp.
 
E proprio il coordinatore generale di Contarp, Fabrizio Benedetti, ha passato in rassegna alcuni degli strumenti di cui Inail si serve per realizzare questa mission: ne ha parlato al Forum PA, durante il Convegno su “Il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro”, soffermandosi in particolare sull'adeguamento e delle postazioni di lavoro e la formazione del personale. Si tratta di interventi su arredi, ausili, dispositivi tecnologici e informatici e di automazione, adeguamento di macchine e attrezzature di lavoro, comandi speciali e adattamenti di veicoli costituenti strumento di lavoro”, spiega Benedetti. Per quanto riguarda invece la formazione del personale, questa riguarda l'addestramento all’uso di postazioni e attrezzature, la formazione e il tutoraggio, qualora la mansione resti la stessa; la riqualificazione, in presenza di nuova mansione.
 
“Il progetto di reinserimento è di tipo personalizzato – precisa Benedetti - e la scheda tecnica definisce in dettaglio l’intervento previsto. L’attuazione dei progetti di reinserimento comporta scelte tecniche operative adeguate, in grado di risolvere le problematiche di limitazione funzionale del lavoratore che rientra dopo l’infortunio o malattia con postumi permanenti”. Obiettivo finale del progetto è il “recupero della loro integrità psicofisica per un tempestivo reinserimento sociale e lavorativo”. Destinatari sono i lavoratori con disabilità da lavoro tutelati dall’INAIL acquisita a seguito di infortunio o malattia professionale, “che – spiega Benedetti - necessitano di interventi mirati per consentire o agevolare la prosecuzione dell’attività lavorativa”. Parliamo di lavoratori autonomi e lavoratori subordinati, mentre restano esclusi i dipendenti delle amministrazioni statali, “i cui oneri per le prestazioni erogate – precisa Benedetti - sono a carico del bilancio delle stesse”.Tre sono le tipologie degli interventi previsti: superamento e abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro (interventi edilizi, impiantistici, domotici, dispositivi per consentire accessibilità e fruibilità dei luoghi di lavoro), per una copertura fino a 95 mila euro; adeguamento e adattamento delle postazioni di lavoro (arredi ausili e dispositivi tecnologici, informatici e di automazione, attrezzature di lavoro, comandi speciali e adattamenti di veicoli costituenti strumento di lavoro), per una copertura fino a 40 mila euro; interventi di formazione o addestramento (addestramento all’uso di postazioni e attrezzature, formazione e tutoraggio,riqualificazione professionale), per una copertura fino a 15 mila euro.
 
L’équipe multidisciplinare di I livello della Sede Inail, con l'apporto delle professionalità delle Consulenze tecniche territoriali Inail e con il coinvolgimento del lavoratore e del datore di lavoro, elabora il Progetto di reinserimento lavorativo personalizzato, sulla base del quale il datore di lavoro cura il Piano esecutivo. Qui sono indicati le modalità di realizzazione, i tempi di realizzazione, l’esecutore dei lavori e il fornitore di beni e servizi, le caratteristiche dei lavori, dei beni e dei servizi, i costi previsti per ciascuna tipologia di intervento.
 
Così, attraverso queste modalità e grazie alle sinergie messe in campo, si costruisce passo dopo passo il ritorno al lavoro dei chi ha una disabilità causata da infortunio o malattia professionale: e in questo modo, assicura infine Benedetti, riprendendo le parole di un collega, “ci si sente utili e al servizio degli altri come in nessuna altra attività tra quelle che l’Istituto ci ha chiamati a svolgere sino ad oggi”.
 

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