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Sicurezza sul lavoro, ecco il primo Rapporto di Anmil: “tutele non del tutto efficaci”

Una sorta di “annuario della sicurezza sul lavoro”, che analizza la giurisprudenza, gli studi, la prassi amministrativa che hanno caratterizzato il periodi in esame. Obiettivo: applicazione delle norme, per garantire l’efficacia delle tutele. “Situazione allarmante: oltre 30 mila violazioni riscontrate in 25 mila aziende ispezionate”

17 maggio 2017

ROMA – La situazione è “allarmante”: le norme ci sono, ma si fa fatica a farle rispettare. Le tutele pure esistono, ma non sempre sono efficaci. E’ un quadro piuttosto preoccupante quello che emerge dal 1° Rapporto di Anmil sulla Salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro: una sorta di “annuario”, che passa in rassegna i principali interventi del legislatore, della giurisprudenza (sentenze di merito e di legittimità), della prassi amministrativa (circolari ed interpelli ministeriale) e del mondo dello studio e della ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Queste le principali criticità emerse dall’indagine.
 
Tutele inefficaci. Nonostante i numerosi e significativi sforzi fatti dal Legislatore per migliorare l’apparato normativo in materia di sicurezza e prevenzione, i livelli di efficacia delle tutele restano ancora insoddisfacenti, specie in alcune aree del Paese ovvero in alcuni ambiti produttivi. Ad aggravare la situazione è la crisi economica, a fronte della quale gli investimenti in materia di sicurezza spesso diventano, agli occhi di alcuni operatori dei differenti settori economici, una "voce di spesa" sacrificabile come confermano, in primo luogo, alcuni dati statistici INAIL riportati in allegato.
 
Violazioni nelle aziende in materia di sicurezza. Anche i dati forniti dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nel Rapporto 2016, descrivono una situazione allarmante. Infatti, nel complesso, a fronte di 25.864 aziende ispezionate, sono state riscontrate 30.251 violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di cui ben 27.480 di carattere prevenzionistico e 2.771 di tipologia tecnica. Per di più, rispetto al 2015, si registra un sensibile aumento del tasso di irregolarità del lavoro, riscontrato in sede ispettiva. “È evidente, dunque – osserva Anmil - uno scollamento tra norme e regole formali da un lato ed efficacia delle tutele sostanziali dall’altro. Questo fenomeno dipende in primo luogo dalla necessità di semplificare e completare la disciplina prevenzionistica – continua Anmil - Infatti, circa 10 anni dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza), sono ancora una ventina i provvedimenti da attuare e alcuni riguardano materie di grande rilievo. Peraltro, le recenti Riforme del Lavoro - tra cui il Jobs Act - pur potendo, non hanno contribuito in modo significativo a migliorare questo quadro”.
 
Problema culturale. Oltre alle norme inattuate, c’è poi unproblema di natura culturale, collegato alla necessità di veicolare e diffondere al meglio i contenuti prescritti da norme complesse, attraverso strumenti agevoli, multilivello e gratuiti, alla portata di tutti: imprese pubbliche e private; lavoratori; specialisti e professionisti che, a qualunque titolo, si occupano di tale materia.
 

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