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Ciechi e ipovedenti, a Palermo 2 corsi per acquisire competenze artigianali

Firmato un protocollo tra l'Istituto dei ciechi, l'associazione “Un nuovo Giorno” ed il maestro ceramista Nino Parrucca. Otto giovani con disabilità realizzeranno bambole di stoffa e oggetti in ceramica

6 marzo 2017

PALERMO - Realizzeranno bambole di stoffa e oggetti in ceramica firmati dal noto ceramista siciliano Nino Parrucca. Otto giovani con disabilità (ciechi, ipovedenti e pluriminorati) seguiti dall'Istituto dei ciechi di Palermo lavoreranno, infatti, al progetto finalizzato ad acquisire competenze di tipo artigianale.
 
Nella sede dell'Istituto dei ciechi "Florio e Salamone" è stato presentato il protocollo di intesa tra l'istituto, l'associazione “Un Nuovo Giorno” ed il maestro Nino Parrucca. Il bando relativo al progetto verrà emanato nel mese di marzo per poi essere concretamente operativo ad aprile.
 
E’ proprio ad aprile che inizierà, infatti, il corso dedicato ai ragazzi non vedenti e ipovedenti, della durata di sei mesi. I giovani impareranno a realizzare manufatti di stoffa, come le ormai celebri “Pupe dei Pagliarelli” create all’interno della casa di pena dalle donne detenute dove lavora da diversi anni l'associazione “Un Nuovo giorno”. L’altro corso avrà lo scopo, invece, di creare artigiani della ceramica che possano essere inseriti nel mondo del lavoro. I più meritevoli e capaci avranno un contratto di collaborazione. Nino Parrucca ha presentato inoltre un logo, simbolo degli oggetti di ceramica che verranno realizzati nell'istituto dei ciechi.
 
"In questo momento stiamo pensando di avviare questi due corsi - spiega Antonio Giannettino, presidente dell’Istituto - uno sulla ceramica e uno sull'attività manifatturiera. Prevediamo che i destinatari siano almeno 8 giovani perché vogliamo creare un numero che possa essere facilmente gestibile data la peculiarità dei discenti. Pensiamo di inserire anche altre tipologie di disabilità come quella di giovani pluriminorati. Sviluppare una manualità di questo tipo per loro è davvero molto importante per stimolare la creatività. Ci auguriamo che per alcuni l'acquisizione di queste competenze continui con un contratto di lavoro vero e proprio".
 
"Anche questa volta lavoreremo per abbattere qualsiasi barriera sociale - dice Antonella Macaluso, dell'associazione Un Nuovo Giorno -. I ragazzi avranno la possibilità di sperimentarsi nella lavorazione delle bambole che producono da anni le nostre detenute del carcere Pagliarelli. In questi giovani abbiamo percepito un certo interesse nella lavorazione della stoffe. Se il progetto andrà bene potremmo anche aprire in futuro un atelier di abiti e stoffe realizzate insieme da più persone con disagi diversi".
 
"All'interno dell'istituto ci daranno uno spazio per lavorare - sottolinea il maestro Nino Parrucca - dove sistemeremo un forno per la produzione della ceramica. Impegneremo i partecipanti nella realizzazione di piccole calamite, altri piccoli oggetti e anche l'alfabeto Braille con piastrelline piccole. Loro naturalmente si occuperanno della prima fase della lavorazione a rilievo della terracotta, a cui seguirà poi la nostra parte relativa alla decorazione. Questi souvenir verranno proposti in vendita e porteranno anche il marchio dell'Istituto dei ciechi. Una parte del ricavato naturalmente andrà direttamente a loro. Con l'associazione che realizza le pupe di stoffa pensiamo in futuro di realizzare insieme anche delle bambole con la testa di ceramica".
 
"Siamo davanti ad un progetto che mette insieme più realtà diverse tutte spinte dal desiderio di aiutare chi oggi è in difficoltà. Al di là di logiche meramente assistenziali - aggiunge infine il consigliere comunale Giulio Cusumano, tra i promotori dell'iniziativa - ai giovani con questo tipo di disabilità viene offerta la possibilità di divertirsi imparando a fare belle cose che verranno proposte pure all'esterno". (set)
 

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