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Inclusione nel lavoro, presentato a Roma #abiliinviaggio

Dodici opere in tour per le stazioni ferroviarie realizzate con studenti: progetto di comunicazione per favorire l'inclusione dei disabili nel mondo del lavoro

15 maggio 2017

Un progetto di comunicazione per favorire l'inclusione dei disabili nel mondo del lavoro. Dodici opere realizzate durante i Laboratori integrati a cui hanno preso parte 12 onlus del mondo della disabilità, in collaborazione con il liceo artistico Enzo Rossi di Roma. E' il progetto #Abiliinviaggio, realizzato dalla Smart Community Abili Oltre e presentato nella sede di Poste italiane a Roma dove, fino al 26 maggio, saranno esposte le opere prima dell'avvio del tour. Quest'ultimo vedrà come location le stazioni ferroviarie Rfi, tra cui quelle di Reggio Calabria, Roma Ostiense e Napoli Mergellina. Le opere, sono state realizzate da ragazzi con disabilità coadiuvati da team con tutor specializzati, formatori, artisti affermati nel campo della Street Art, per acquisirne le tecniche di base. Gli artisti si sono ispirati a personaggi noti con disabilità che nonostante le difficoltà sono stati in grado di fare la storia.


#Abiliinviaggio è un progetto organizzato e promosso da Abili Oltre, la Smart Community nata per promuovere e favorire la costruzione di modelli lavorativi orientati all'armonizzazione delle identità produttive degli individui. Abili Oltre vuole puntare i riflettori sulla necessità e opportunità di ripensare a una produttività economica orientata all'inclusione della diversità, perché' tutti nelle proprie possibilità possano trovare una


Tra i beni da tutelare, il fondo della biblioteca, che raccoglie circa 13.500 volumi comprensivi di testi di psichiatria, neurologia, medicina legale, criminologia. Ma anche un'emeroteca specialistica collegata alla "Rivista di Freniatria", fondata nel 1875 e tuttora pubblicata, ritenuta la più importante rivista italiana sull'argomento. C’è poi un archivio con documenti dal XVIII al XIX secolo, oltre 100.000 cartelle cliniche dal 1854 e un fondo fotografico psichiatrico ordinato dal 1880, che si somma un archivio video con oltre 500 film e documentari sulla follia. Sono inoltre esposti oggetti e strumenti terapeutici e di contenzione, arredi e strumenti di laboratorio, oltre a ceramiche, ricami, manufatti in cuoio, dipinti e sculture realizzati dai ricoverati. Infine, verso la "demanicomializzazione", è documentata l’attività svolta dai centri di igiene mentale in cui si sperimentava, già dagli anni '60 e '70, la legge 180 che dal 1978 avrebbe dato vita alla loro diffusione su tutto il territorio nazionale. Insomma, spiega Iori, "si tratta di un patrimonio immenso e originale, che attrae visitatori e studiosi da ogni parte del mondo e che non può andare disperso e che si presta a costituire un museo nazionale della psichiatria, unico nel nostro paese".

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