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Spesa pubblica e integrazione scolastica: se ne parla a Martina Franca

Si è svolta nei giorni scorsi la giornata di studio promossa da famiglie di persone con disabilità, organizzate in associazioni locali. Tra le proposte avanzate, la stipula di un Accordo di programma regionale

13 aprile 2008

ROMA - Si è svolto nei giorni scorsi a Martina Franca (Ta) un incontro su “La spesa pubblica e
la qualità dell’integrazione scolastica”, promosso da numerose famiglie di persone con disabilità , organizzate in associazioni locali battagliere e propositive: A.I.D.A. , A.M.A.R. DOWN e A.R.P.H.U., da sempre impegnate nella promozione dell’integrazione delle persone con disabilità. Molte le questioni affrontate in questa occasione, tra cui la mancanza di servizi di neuropsichiatria infantile in Provincia di Taranto, che impedisce alle scuole di avere un chiaro quadro delle effettive capacità e potenzialità di questi alunni; il trasporto gratuito degli alunni con disabilità nelle scuole superiori, attualmente ancora oggetto di rimpalli di responsabilità tra province e comuni a tutto danno delle famiglie; la mancata chiarezza su chi debba effettuare le certificazioni di handicap ai fini scolastici con gravi disagi per le famiglie e disorientamento per i dirigenti scolastici: l’inadeguata formazione dei docenti curriculari sulla integrazione scolastica, con totale delega ai soli insegnanti di sostegno.

Tra le proposte avanzate, c’è la stipula di un Accordo di programma regionale che coinvolga gli assessorati all’ Istruzione, alla Sanità, ai Servizi Sociali e alla Formazione professionale, l’ Ufficio scolastico regionale, le Province, l’ A.N.C.I., l’ U.P.I. e i coordinamenti Regionali delle associazioni. Tale accordo dovrà chiarire le rispettive competenze amministrative e finanziarie fra tutti i soggetti pubblici obbligati per legge ad intervenire e avrà il compito di aumentare e coordinare le risorse umane. Ciò garantirà la certezza e la esigibilità dei diritti da parte delle famiglie in tempi reali e senza aggravio di spese a carico della stessa che attualmente devono rivolgersi a centri privati di riabilitazione o ad avvocati per vedere soddisfatti i loro diritti.
Le associazioni si sono impegnate ad adoperarsi per stimolare una rapida stipula degli Accordi di programma e di iniziare, se necessario una lotta a 360° attraverso il ricorso alla Magistratura Civile Penale ed Amministrativa sulla base della legge 67 del 2006 sulle Pari Opportunità e non discriminazione delle Persone con Disabilità, anche alla luce della recente Convenzione Mondiale sui loro Diritti Umani.

(15 aprile 2008)

di e.proietti

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