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Istruzione parentale

Il sistema educativo prevede per l’assolvimento dell’obbligo scolastico, anche l’applicazione delle disposizioni vigenti per l’educazione familiare/parentale

2 ottobre 2019

Il sistema educativo prevede per l'assolvimento dell'obbligo scolastico, anche l'applicazione delle disposizioni vigenti per l'educazione familiare/parentale. Questa forma di istruzione è poco utilizzata e di complessa interpretazione e attribuisce precise responsabilità alla famiglia ed alle istituzioni scolastiche.
Le famiglie che intendono provvedere in proprio alla istruzione dei minori all'obbligo scolastico, devono, ai sensi dell'art. 111 comma 2 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, confermato dall'art. 1, comma 4, del Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 76, "dimostrare di averne la capacità tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità, che provvede agli opportuni controlli". Pertanto, la scuola non esercita un potere di autorizzazione in senso stretto, ma un semplice accertamento della sussistenza dei requisiti tecnici ed economici.
In questo caso, a garanzia dell'assolvimento del dovere all'istruzione, il minore è tenuto a sostenere, ogni anno, l'esame di idoneità per l'ammissione all'anno successivo.
Coloro che intendano provvedere in proprio alla istruzione dei minori soggetti all'obbligo, devono rilasciare al Dirigente della scuola del territorio di residenza, apposita dichiarazione da rinnovare anno per anno, di possedere "la capacità tecnica ed economica" per provvedervi.

L'obbligo di istruzione riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni.
I dieci anni dell'obbligo sono parte della formazione aperta a tutti e si collocano nell'ambito del diritto-dovere all'istruzione ed alla formazione, così come recita l'art. 1, comma 622 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007).
L'obbligo di istruzione, quindi, mira a garantire a tutti l'acquisizione delle competenze di base e coinvolge, in particolare, la responsabilità condivisa dei genitori, cui competono le scelte tra le diverse tipologie di scuola e le opzioni del tempo scuola e delle istituzioni scolastiche da cui dipende l'adozione delle strategie più efficaci e coerenti, atte a garantire elevati livelli di apprendimento e di formazione.

Per quanto riguarda le scuole di istruzione secondaria di secondo grado, il parere espresso dal Consiglio di Stato in data 19 gennaio 2011 n. 579 su un ricorso straordinario al Capo dello Stato, porta a ritenere che l'istruzione parentale costituisca modalità di assolvimento dell'obbligo di istruzione alternativa alla frequenza dei primi due anni degli istituti d'istruzione secondaria di secondo grado o alla frequenza dei percorsi di istruzione e formazione professionale finalizzati al conseguimento di una qualifica.
Pertanto l'educazione parentale può riguardare l'intera fascia dell'obbligo di istruzione e deve tendere, come le altre modalità di adempimento, al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo e all'acquisizione dei saperi e delle competenze relativi ai primi due anni di istruzione secondaria superiore.

E' opportuno, quindi, offrire alle famiglie le varie soluzioni contemplate dalla normativa, operando comunque la più opportuna vigilanza, a tutela del minore e della sua istruzione.

Nel Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 62, applicativo della legge sulla "Buona scuola", l'art. 23 conferma che i genitori dell'alunno o coloro che ne esercitano la responsabilità genitoriale, in caso di istruzione parentale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al Dirigente scolastico del territorio di residenza. Gli alunni sostengono annualmente l'esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all'assolvimento dell'obbligo di istruzione.

Riferimenti normativi

Decreto Legislativo 7 agosto 2019 n. 96
(Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: «Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107»);

Circolare del 7 novembre 2018 n. 18902 (Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2019/2020);

Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 66 (Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107);

Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 62 (Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107);

Nota del 4 febbraio 2011 n. 781 (Iscrizioni alle scuole di istruzione secondaria di secondo grado relative all'anno scolastico 2011/2012 - Precisazioni);

Parere del Consiglio di Stato 19 gennaio 2011 n. 579;

Decreto Legislativo 15 aprile 2005 n. 76;

Decreto Legislativo 16 aprile 1994 n. 297.

di Antonello Giovarruscio

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