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Disturbi specifici di apprendimento (DSA)

La normativa riconosce i disturbi specifici di apprendimento (DSA) che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma che possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.

25 febbraio 2020

Il termine Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) descrive più profili a insorgenza in età evolutiva accomunati dalla presenza di una significativa difficoltà nell'acquisire e padroneggiare con facilità uno o più processi relativi alla lettura, alla scrittura e/o al calcolo.

Il disturbo più diffuso e rilevante è la dislessia (lettura), che descrive più profili, accomunati da una significativa difficoltà nell'acquisire ed eseguire una lettura sufficientemente scorrevole. In altre parole, la dislessia è presente quando la lettura comporta un importante dispendio attentivo e cognitivo che interferisce sui compiti che appunto la suppongono, comprensione del testo letto, lavoro sul testo ecc.. Questo determina, per definizione, stress e/o un livello minore di successi in confronto a quanto ci potremmo aspettare stando al bagaglio cognitivo generale dello studente.

Meccanismi analoghi possono interessare altri tipi di disturbi:

Disgrafia: disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica.

Disortografia: disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica, ossia non si riesce ad attribuire un senso ai vari simboli ortografici e sequenze di lettere.

Discalculia: disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri.

Comorbilità: termine che definisce la coesistenza dei disturbi finora descritti in una stessa persona.

La diagnosi dei DSA è effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici del Servizio sanitario nazionale ed è comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Ove non sia possibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale, è possibile ricorrere a specialisti o strutture accreditate. E' compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti.

Sarà importante identificare precocemente le possibili difficoltà di apprendimento e riconoscere i segnali di rischio già nella scuola dell'infanzia.

Un alunno con DSA potrà venire diagnosticato solo dopo l'ingresso nella scuola primaria, quando le difficoltà eventuali interferiscano in modo significativo con gli obiettivi scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità formalizzate di lettura, di scrittura e di calcolo.

La diagnosi di DSA deve essere prodotta in tempo utile per l'attivazione delle misure didattiche e delle modalità di valutazione previste, quindi, di norma, non oltre il 31 marzo per gli alunni che frequentano gli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in ragione degli adempimenti connessi agli esami di Stato. Fa eccezione la prima certificazione diagnostica, che è prodotta al momento della sua formulazione, indipendentemente dal periodo dell'anno in cui ciò avviene.

La certificazione di DSA contiene le informazioni necessarie per stilare una programmazione educativa e didattica che tenga conto delle difficoltà della persona e preveda l'applicazione mirata delle misure previste dalla legge.

Inoltre dovrà contenere anche gli elementi per delineare un profilo di funzionamento che definisce più precisamente le caratteristiche individuali con le aree di forza e di debolezza.

L'aggiornamento del profilo avviene al passaggio da un ciclo scolastico all'altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente oppure ogni qualvolta sia necessario modificare l'applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia.

Riferimenti normativi

Atto di indirizzo delle priorità politiche del Ministero dell'istruzione per l'anno 2020
(Diramato l'Atto di indirizzo politico-istituzionale del 7 febbraio 2020 n. 2, che individua le priorità politiche del Ministero dell'istruzione per l'anno 2020, con le relative aree di intervento aggiornate ed integrate);

Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 62 art. 11 (Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107);

Nota del 22 novembre 2013 n. 2563 (Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/2014. Chiarimenti);

Nota del 27 giugno 2013 n. 1551 (Piano Annuale per l'Inclusività - Direttiva 27 dicembre 2012 e C.M. n. 8/2013.);

Decreto Interministeriale del 17 aprile 2013 n. 297 (Linee guida per la predisposizione dei protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA);

Circolare del 6 marzo 2013 n. 8 (Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 "Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica". Indicazioni operative);

Direttiva del 27 dicembre 2012 (Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica);

Accordo in Conferenza Stato-Regioni DSA del 25 luglio 2012 (Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi Specifici di Apprendimento);

Decreto ministeriale del 12 luglio 2011 n. 5669 (Applicativo della Legge 8 ottobre 2010 n. 170 con allegate Linee guida DSA);

Legge 8 ottobre 2010 n. 170 (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico);

Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122 art. 10 (Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni).

di Antonello Giovarruscio

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