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Bisogni Educativi Speciali (BES)

Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali, per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici e sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.

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14 maggio 2020

Il concetto di Bisogni Educativi Speciali si basa su una visione globale della persona che si accompagna efficacemente a quella del modello ICF della classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute (International Classification of Functioning, disability and health) fondata sul profilo di funzionamento e sull'analisi del contesto, come definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, la Circolare del 6 marzo 2013 n. 8 e le successive note in argomento, identificano nei Bisogni Educativi Speciali le aree della disabilità, dei disturbi evolutivi specifici e dello svantaggio socioculturale e linguistico.

Questa area di svantaggio, comprende alunni con disturbi del comportamento o dell'attenzione, immigrati da poco in Italia, minori con ritardi linguistici, sindrome di Asperger o un quoziente intellettivo tra 70 e 85, ossia di una vasta gamma di problematiche che non rientrano nella Legge del 5 febbraio 1992 n. 104 (disabilità) e nella Legge dell'8 ottobre 2010 n. 170 (DSA).

Mentre per gli allievi con disabilità la Legge 104/1992 prevede l'utilizzo del Piano Educativo Individualizzato (PEI), per gli allievi con DSA, ma anche per le altre categorie di BES (per questi su decisione del Consiglio di classe o del Team docenti), la normativa consente di elaborare un Piano Didattico Personalizzato (PDP), secondo le modalità indicate dalla Legge 170/2010 e successive Linee Guida del 2011.

La legge 170/2010, rappresenta un punto di svolta poiché apre un diverso canale di cura educativa, concretizzando i principi di personalizzazione dei percorsi di studio enunciati nella Legge del 28 marzo 2003 n. 53, nella prospettiva della "presa in carico" dell'alunno con BES da parte di ciascun docente curricolare e di tutto il team di docenti coinvolto, non solo dall'insegnante per il sostegno.

Oltre agli interventi personalizzati per alunni con Bisogni Educativi Speciali, si evidenzia anche un generale potenziamento della cultura dell'inclusione scolastica, la valorizzazione della funzione del docente per il sostegno, la riorganizzazione e il potenziamento dei Centri Territoriali di Supporto (Cts) istituiti presso scuole polo, per costituire una rete di supporto al processo di integrazione mediante l'uso delle nuove tecnologie, offrendo un ausilio ai docenti secondo un modello cooperativo di intervento.

Riferimenti normativi

Atto di indirizzo delle priorità politiche del Ministero dell'istruzione per l'anno 2020
(Diramato l'Atto di indirizzo politico-istituzionale del 7 febbraio 2020 n. 2, che individua le priorità politiche del Ministero dell'istruzione per l'anno 2020, con le relative aree di intervento aggiornate ed integrate);

Nota del 3 aprile 2019 n. 562 (Alunni con bisogni educativi speciali. Chiarimenti);

L'autonomia scolastica per il successo formativo

Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 66
(Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107);

Nota Prot. del 22 novembre 2013 n. 2563 (Oggetto: Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/2014. Chiarimenti);

Nota Prot. del 27 giugno 2013 n. 1551 (Oggetto: Piano Annuale per l'Inclusività - Direttiva 27 dicembre 2012 e C.M. n. 8/2013);

Circolare del 6 marzo 2013 n. 8 (Oggetto: Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 "Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica". Indicazioni operative);

Direttiva del 27 dicembre 2012 (Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica);

Legge dell'8 ottobre 2010 n. 170 (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico);

Legge del 28 marzo 2003 n. 53 (Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale.

di Antonello Giovarruscio

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