SuperAbile






In Istruzione

Notizie


Persone con disabilità intellettive all'università: ha senso o no?

Salvatore Nocera (Aipd) riflette sulla storia di Rebecca, la ragazza con disabilità intellettiva ammessa all'università dopo una lunga battaglia della mamma. "Il ruolo dell'Università, come istituzione di alta cultura è quello di parcheggiare studenti con disabilità intellettiva, che possono non sapere né leggere né scrivere?"

18 ottobre 2016

ROMA - Che senso e che scopo ha permettere a un ragazzo con disabilità intellettiva di frequentare l 'università? Se lo chiede e lo chiede alle associazioni Salvatore Nocera, avvocato esperto di inclusione scolastica e membro dell'Osservatorio di Aipd, dopo aver letto la storia di Rebecca, che la madre Ilaria Ceccarelli ha raccontato il 10 ottobre scorso. In sintesi, dopo una lunga battaglia combattuta dalla mamma, la ragazza ha ottenuto il diploma di Liceo classico ed è ora iscritta alla facoltà di lettere della Sapienza.

"A parte le questioni strettamente legali relative ai ricorsi al TAR e la conseguente attribuzione formale di un Diploma - riflette Nocera - mi chiedo e chiedo alle associazioni Nazionali di persone con disabilità: è utile per i nostri ragazzi con disabilità intellettiva la frequenza dell'Università per una loro crescita umana, intellettuale e sociale?Normalmente anche alunni senza disabilità trovano le nostre università orientate su studi molto astratti e quindi intellettivamente difficili - continua - Nell'articolo citato si legge che invece di mandare i nostri ragazzi ai centri diurni o di tenerli a casa, è meglio mandarli all'Università. Ma sarebbe logico mandare una persona sorda a frequentare un corso di alta cultura coreutica e musicale? - domanda - Sarebbe logico mandare una persona cieca a specializzarsi in un corso di tiro al piattello? So bene che con queste domande sollevo provocatoriamente un vespaio - ammette infine Nocera - ma è la notizia letta nell'articolo che mi suscita queste domande e che ribalto all'opinione pubblica, perchè si possa aprire un dibattito serio, pacato, documentato e soprattutto finalizzato al vero interesse di crescita dei nostri ragazzi con disabilità intellettiva".

(20 ottobre 2016)

di d.marsicano

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati