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La storia di Marco: dopo l'incidente la maturità in videoconferenza

Esami via Skype per il 19enne barese da quasi 4 mesi all'istituto di riabilitazione di Montecatone (Imola): "Non è stato facile, ma sono contentissimo di avercela fatta"

29 settembre 2014

IMOLA (Bologna) - "Ero certo che non mi avrebbero fatto sostenere l'esame, facendomi ripetere l'anno e rimandando tutto all'anno prossimo. Non è andata così: il 17 settembre, mentre le scuole iniziavano, io finivo la maturità". Marco Vernola ha 19 anni: barese, frequenta il quinto anno dell'Istituto Tecnico Aeronautico Euclide del capoluogo pugliese. Da quasi 4 mesi è ricoverato all'ospedale di riabilitazione di Montecatone, Imola. Lo scorso 12 maggio, Marco ha avuto un gravissimo incidente a Bari: dopo la prima operazione nell'ospedale della sua città, è stato spostato nell'istituto emiliano. Lì, grazie alla Scuola in ospedale, ha sostenuto il primo esame di maturità totalmente in videoconferenza, senza che nessun insegnante della commissione di riferimento fosse presente. Le tre prove scritte e l'orale via Skype: "Si tratta di un caso unico che farà scuola - ha commentato a caldo da Bari la professoressa Daniela Paparesta, presidente di commissione -: l'alternativa sarebbe stata portare la commissione in ospedale da Marco". Nell'incidente, Marco ha perso l'uso delle gambe: sognava di diventare elicotterista per i vigili del fuoco o per la guardia costiera. Un desiderio che ora va rivisto: "Vorrei continuare a studiare, iscrivermi all'università. Penso a ingegneria meccanica, in primis. In realtà mi affascina anche psicologia...".

"Non è stato per niente facile conciliare il percorso riabilitativo e gli studi - racconta a Radio Montecatone web -, soprattutto a quasi 700 chilometri da casa. La mia scuola già di per sé è molto complessa. In questi ultimi mesi avevo la testa divisa in due: da una parte pensavo alla fisioterapia e alla palestra, dall'altra dovevo lottare per rimettermi al meglio". Per preparare l'esame, Marco è stato affiancato dai docenti della Scuola di ospedale per le materie ‘standard', mentre per quelle specifiche del suo indirizzo, come l'inglese tecnico, è stato aiutato da un ingegnere aerospaziale volontario. "Montecatone mi ha messo a disposizione un'aula e il computer, tutto il necessario. In fondo, come era una cosa nuova per me, lo era anche per loro". E il giorno dell'esame? "La seconda e la terza prova le ho trovate abbastanza difficili. Ma è stato l'orale la soddisfazione più grande: dietro la commissione c'erano tutti i miei compagni di classe, che mi hanno ringraziato per avere sostenuto l'esame".

"Ho idee molto chiare su quello che voglio fare: è fondamentale, per andare avanti. Ovviamente spero, un giorno, di tornare quello che ero. Ma se non sarà così, pazienza: dopo l'incidente i medici dissero ai miei genitori che non sarei arrivato al giorno dopo. E invece, eccomi qui. Maturo e proiettato al futuro". (ambra notari)

(30 settembre 2014)

di d.marsicano

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