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La scuola per tutti: in un video, la giornata del bimbo disabile che dipinge con il corpo

L'ambulanza lo accompagna a scuola, rampe e montascale rendono facile il percorso fino in classe e i compagni imparano con lui il linguaggio della comunicazione aumentativa. Maestre, infermiere e assistenti sono al suo fianco e gli ausili gli permettono di comunicare. La mamma fa parte di questa "bella squadra"

13 febbraio 2016

ROMA - Un video che racconta, in cinque minuti, quella "scuola per tutti" che per tanti è solo un sogno ma che per Mele, a quanto pare, è realtà e vita quotidiana. Mele vive a Viareggio, ha 7 anni e una grave disabilità, che gli impedisce di muoversi, camminare e parlare, ma non gli impedisce di andare a scuola e di stare accanto ai suoi compagni, partecipando alle attività, seguendo con loro le lezioni e sentendo intorno a sé il calore e l'accoglienza dell'ambiente scolastico e delle persone che lo condividono. Mele lo abbiamo conosciuto un paio d'anni fa, come il bambino "che dipinge con il corpo": perché la sua famiglia è riuscita a scoprire in lui questa sensibilità e a trasformarla in talento, permettendogli di imbrattarsi di pittura pur di fargli esprimere la propria arte.

Oggi la mamma ci racconta, con questo video, un'altra storia bella: quella della scuola di Mele, che è una "scuola per tutti", come recita il titolo del filmato. Attraverso l'occhio della telecamera arriviamo a scuola insieme a Mele, scendiamo dall'ambulanza con cui viene trasportato fino all'ingresso, dove le barriere sono facilmente superate grazie a una comoda rampa. Poi, con lui, varchiamo la soglia e troviamo il montascale, il bagno accessibile, il banco ergonomico e il letto in classe, perché mele, che fatica a star seduto, possa ogni tanto riposare. Poi vediamo, sui muri e alla lavagna, degli strani simboli: sono quelli "Wls", impiegati per la comunicazione aumentativa, grazia a cui Mele riesce a comprendere e a farsi comprendere.

In classe, tutti i compagni di Mele, in prima elementare, iniziano la giornata scrivendo la data anche in Wls, mentre lui, al suo banco, aiutato da insegnante e assistente, lavora con il suo computer e il puntatore oculare. Tutti imparano la "lingua" di Mele, tutti sanno leggere, oltre alle lettere, anche i simboli che compongono l'alfabeto del loro compagno. Mele risponde alle domande, grazie al puntatore e alla voce elettronica che obbedisce ai comandi dei suoi occhi. Mele può chiedere la parola, alzando una mano si legno, uno dei suoi ausili speciali. Partecipa ai laboratori e ai momenti ludici, sempre aiutato e accompagnato dai suoi amici, abituati alla sua presenza e capaci ormai di comunicare con lui senza difficoltà.

E poi va in piscina e in gita, Mele: diversamente da quel che spesso accade, non è mai escluso dalle attività dei suoi amici. Tutto questo, grazie a un sistema che funziona, alla collaborazione tra scuola, comune e Asl, alla presenza instancabile della mamma, all'affetto dei suoi compagni e di tante "persone importanti che hanno reso possibile tutto questo", come recita uno dei cartelli finali. E i titoli di coda le menzionano uno per uno: la maestra Paola e le altre insegnanti, la dirigente Bertolozzi, la terapista Aurore, l'infermiera Francesca, l'infermiera Valentina, la maestra Alessandra, la mamma e maestra Chiara. E alla fine del video, con le mani e il viso imbrattati di colore, festeggia con i compagni l'arrivo in seconda elementare, lanciando un palloncino verso il cielo. (cl)

(15 febbraio 2016)

di s.caredda

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