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La "Babele" del sostegno scolastico: oltre 140 mila posti da assegnare, solo 96 mila "di diritto"

In alcune regioni, non è sufficiente il numero di docenti specializzati sul sostegno: i posti vengono allora assegnati provvisoriamente a colleghi di ruo0lo trasferiti su ambiti lontani ma privi di abilitazione. La Puglia esempio virtuoso: i posti liberi di sostegno saranno assegnati solo ai docenti abilitati

3 settembre 2016

ROMA - Aumenta il bisogno di sostegno scolastico, ma non cresce il numero di insegnanti incaricati in modo stabile: secondo i dati diffusi dalla rivista "Tuttoscuola", infatti, se lo scorso anno i posti di sostegno da assegnare erano 128.927, "quest'anno arriveremo ad oltre 140mila posti da assegnare, ma solo 96.238 risultano in organico di diritto". Di fronte a questi numeri, in mancanza di una politica di stabilizzazione, il sostegno diventa "merce di scambio" nella collocazione dei 45mila posti in organico a livello nazionale, da anni affidati ai supplenti annuali. Le regioni, infatti, stanno disponendo quelle cattedre in modo autonomo: vi sono delle giunte, come Sicilia, Sardegna, Lombardia ed Emilia Romagna dove, in mancanza di docenti specializzati nell'insegnamento agli alunni disabili, di ruolo o precari, i posti vengono dati in assegnazione provvisoria ai colleghi di ruolo trasferiti su ambiti lontani. La Puglia, esempio virtuoso, ha fatto sapere in queste ore che non si allineerà: i posti liberi di sostegno "saranno assegnati solo ai docenti che hanno l'abilitazione relativa".

La decisione è giunta, spiega Orizzonte Scuola, dopo "l'incontro tra i sindacati della scuola e Anna Cammalleri, direttore generale dell'Ufficio Scolastico pugliese, per dirimere le conciliazioni. In questa occasione, è stato comunicato il netto rifiuto della regione ad assumere la stessa iniziativa di Sicilia e Sardegna. Sono più di tremila le cattedre sul sostegno in Puglia: a Taranto sono 593, a Brindisi 338, a Lecce 595, a Bari 1128, a Foggia 547, che possono arrivare ad assegnazioni provvisoria e poi ai precari delle GaE, sempre e comunque specializzati".

Secondo Anief, è giunta l'ora di mettere ordine sulla questione: "il tempo dell'attesa è scaduto perché a pagarne le conseguenze continuano ad essere gli alunni disabili e le loro famiglie - si legge in una nota - Tutto ciò deriva dalla pessima norma, introdotta dall'ex ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, con la Legge 128/2013, che ha introdotto il limite massimo del 70 per cento dell'organico di diritto rispetto ai posti vacanti. Non è un caso se nei giorni scorsi la Sicilia, con apposita Nota dell'Usr, ha disposto, a fronte di 15.275 posti totali di sostegno da distribuire per nove province siciliane, solo 10.669 posti in organico di diritto e 4.606 su organico di fatto (a Palermo quasi 2mila posti e a Catania 1.176). E la stessa proporzione hanno applicato le altre regioni".

"Se si vuole risolvere il problema una volta per tutte - dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal - occorre cancellare quella legge: bisogna finirla con i posti del sostegno in deroga. L'opportunità per farlo c'è: basta dare attuazione alla sentenza della Consulta n. 80/2010 che, annullando i commi 413 e 414 dell'art. 2 della Legge 244/2007, ha chiesto al Parlamento di superare il vincolo del 70% di posti di diritto. Avere un docente su tre che ogni anno cambia, a chi giova? Quest'anno si è andati oltre, assegnando i posti a personale di ruolo non specializzato, dopo che ai colleghi con il titolo di sostegno è stato negato il trasferimento".

Intanto, i numeri del sostegno aumentano. Lo scorso anno, lo dice uno studio di Tuttoscuola di questi giorni, i posti di sostegno erano arrivati a 128.927. Quest'anno, arriveremo ad oltre 140mila posti da assegnare, ma solo 96.238 risultano in organico di diritto". La stessa rivista specializzata prevede che quest'anno "vi potrebbe essere un incremento di 12.330 posti di sostegno (+ 9,6%), portando il numero complessivo a 141.257". Anche dinanzi a queste cifre, però, al Miur si continua a fare orecchie da mercante.

"Noi, come sindacato - continua Pacifico - non possiamo fare altro che rivolgerci ai tribunali dove i giudici, seppure a distanza di mesi, continuano a produrre migliaia di sentenze a favore della collocazione di quei posti in organico di diritto, con tanto di cospicui risarcimenti a favore delle famiglie e a danno del Miur. La questione, però, va risolta alla radice, equiparando il sostegno alle discipline curricolari: non possono continuare a essere i ricorsi in tribunale la soluzione al problema. Non è possibile che senza il sindacato, gli alunni disabili, con le famiglie e gli stessi docenti specializzati debbano essere danneggiati".

(5 settembre 2016)

di d.marsicano

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