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Bullismo, nelle scuole toscane un cortometraggio per combatterlo

Un corto per imparare a difendersi dal bullismo in rete e sui social: tre storie vere, raccontate dai giovanissimi e dall’attrice Gaia Nanni, di adolescenti finiti in altrettante trappole su internet, vittime di violenze ed abusi, ma che alla fine hanno trovato una via d’uscita

3 luglio 2021

FIRENZE - Un corto per imparare a difendersi dal bullismo in rete e sui social: tre storie vere, raccontate dai giovanissimi e dall’attrice Gaia Nanni, di adolescenti finiti in altrettante trappole su internet, vittime di violenze ed abusi, ma che alla fine hanno trovato una via d’uscita a quella che sembrava un incubo senza possibilità di fuga.  

Il prodotto è stato presentato in anteprima ieri dal prefetto di Firenze, nel quadro delle attività del “Tavolo di coordinamento per le strategie di intervento e prevenzione sul tema dell’abuso e la violenza all’infanzia e all’adolescenza” costituito per l’appunto in Prefettura e del quale fanno parte l’Arcidiocesi fiorentina, la magistratura (anche minorile), le forze dell’ordine, la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, l’Università degli studi e il Comune di Firenze, l’Ufficio scolastico territoriale, l’azienda Asl, l’ospedale Meyer, l’Istituto degli Innocenti, l’Ordine dei medici, il Presidente di Telefono Azzurro e i rappresentanti del Parlamento regionale e della Consulta provinciale degli studenti.
 
Il corto, firmato da Tobia Pescia, è stato realizzato da Fondazione Sistema Toscana, fondazione della Regione, in collaborazione con l’assessorato alle politiche per la sicurezza e la legalità e la Fondazione Teatro della Toscana. Sarà distribuito ed utilizzato a settembre nelle scuole superiori della Città metropolitana di Firenze. Nell’audiovisivo, accanto alle tre storie raccontate, sono presenti alcuni interventi dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte.
 
Il titolo del cortometraggio può sembrare uno scioglilingua: “Sextinggroomingcyberbulling”. In realtà è la fusione di tre parole, tre neologismi degli ultimi anni, forse non troppo noti ai non addetti ai lavori e che configurano altrettanti pericoli e reati della Rete: dall’invio col telefonino di video e immagini a sfondo sessuale (‘sexting’ per l’appunto) all’adescamento di minori (‘grooming’) ad episodi di vera e propria sopraffazione a scapito dei più deboli (‘cyberbulling’). Pericoli e reati diversi ma con un tratto in comune: l’utilizzo di internet in modo scorretto, a svantaggio dei minori che fruiscono di internet e dei social, per vendetta o per discriminare chi viene considerato ‘diverso’ e più fragile. Una vera piaga sociale, che l’uso crescente della Rete durante la pandemia, anche per il mantenimento delle relazioni sociali venute meno, è andata aggravandosi.

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