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Chiusura scuole in Campania, “devastante soprattutto per studenti disabili”

Toni Nocchetti, presidente di Tuttiascuola, commenta la decisione del governatore De Luca: “Era tutto previsto”. Cesare Moreno, presidente dell'associazione Maestri di strada onlus: “Molte scuole si sono seriamente impegnate per diminuire il rischio e ora hanno ricevuto questa doccia fredda. I bambini e i ragazzi che faranno? Si affolleranno nei cortili delle case popolari, come durante il lockdown”.

17 ottobre 2020

ROMA - “Questo provvedimento va nella direzione di quello che chiamo 'appanicamento generale': nel momento in cui tutti – Azzolina, Conte, perfino Merkel – hanno capito che questa sfida si vince solo con la collaborazione, De Luca sceglie la soluzione dell'uomo solo al comando. E noi non siamo d'accordo, non per motivi politici ma per motivi sanitari: perché la scuola sta facendo di tutto per diminuire il rischio, E chi stava lavorando seriamente in questa direzione non doveva ricevere questo schiaffo”. E' molto arrabbiato Cesare Moreno, presidente dell'associazione Maestri di Strada onlus, che a Napoli e nelle suen periferie combatte la dispersione scolastica e promuove la cittadinanza dei giovani. “Mentre parliamo, vedo due ragazzini delle scuole bene che vagano qui, fuori dalla scuola 'male' in cui stamattina stiamo facendo una riunione. Tutto questo non ha senso – afferma Moreno - Molte scuole si sono seriamente impegnante per diminuire il rischio: ora tutto il lavoro che hanno fatto va in fumo, perché il governatore ha deciso di mostrare i muscoli, mancando di rispetto all'impegno di tanti. A noi, che in questi mesi abbiamo lavorato, la decisione non piace affatto, ma sarà apprezzata sa chi in questi mesi non ha fatto nulla e ora viveva la scuola con paura e con il terrore di mettere il naso fuori casa”: Se la paura è legittima, però, chiudere le scuole non lo è: “Dove staranno, in questi 15 giorni, i bambini che non andranno a scuola? Noi lo sappiamo, perché lo abbiamo visto durante il lockdown, quando distribuivamo i pacchi di cibo: i bambini e i ragazzi si assembravano nei cortili delle case popolari, dove neanche la polizia prova a entrare. Allora mi chiedo: stanno meglio lì, da soli in quei cortili, oppure a scuola, dove bene o male ci sono regole e controlli?”.

“Non si è fatto nulla”

La verità è che “in sei mesi non si è fatto nulla e adesso arrivano i provvedimenti muscolari, che in questi casi non servono a nulla. Il rischio va gestito: nel momento in cui impari a gestire il caso d'infezione, sai che non è fine del mondo. Ora questa delibera, peraltro sgrammaticata, va nella direzione opposta e dà uno schiaffo in faccia a tutti quelli che, in questo periodo, si sono sforzati di far tornare i bambini a scuola in sicurezza”.

Anche i maestri di strada ora sono in difficoltà: “Dal 24 settembre collaboriamo con le scuole, aiutandole a gestire gli ingressi, perché quello è decisivo. Al tempo stesso, stiamo programmando  attività decentrate, che la circolare del Miur ha chiaramente detto che possono continuare. Insieme alla buona circolare del ministero, però, è arrivata la doccia fredda del governatore”. Si andrà oltre le due settimane? “Penso che non sarà facile per De Luca prorogare la chiusura: il Miur ha reagito bene, ci sono manifestazioni alla regione e petizioni online: credo che ci sarà una levata di scudi, Noi, da parte nostra, chiediamo che chi sta dentro gli uffici e dietro le scrivanie abbia maggiore rispetto per il lavoro di chi sta combattendo con gli stivali sul terreno”.

“Era tutto già previsto”

Sempre dalla Campania, si leva un'altra voce indignata: quella di Toni Nocchetti, medico e presidente dell'associazione Tuttiascuola. “Era tutto già previsto: o almeno era prevedibile, in un paese che ha discusso di banchi con rotelle e non della necessità di effettuare tamponi nelle scuole. Era tutto già previsto in un paese che ha abbandonato il tracciamento dei contagi con il fallimento dell'app immuni. Era tutto già previsto in un paese che a maggio avrebbe dovuto riaprire le scuole e prepararsi alle difficoltà di oggi. Era tutto già previsto, in una regione preoccupata di silenziare i medici anziché creare la rete di medicina territoriale, che manca per responsabilità storiche. Era tutto già previsto in un paese preoccupato di tenere aperte le sale giochi ed il campionato di calcio . Si chiamano priorità. Ora l'impatto sui nostri ragazzi, specialmente su quelli con disabilità, è devastante”.

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