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Scuola e studenti “psichiatrici”: storia di un'occasione mancata

Solitudine, pregiudizi, silenzi e inefficienze: sono queste le carenze che hanno caratterizzato la conclusione del percorso di Corrado, che era pronto per la maturità. Ma non è stato ammesso. “Nessuno dei docenti era preparato ad accogliere la sua condizione. Pensavano che io fossi uno studente, invece ero il tutor”

19 settembre 2020

ROMA – Una storia senza lieto fine: tra la scuola e Corrado (nome di fantasia), non è andata bene. “Non ammesso all'esame di Stato” è il gelido verdetto emesso dopo una prova travagliata, che doveva svolgersi a luglio ma è stata rinviata a settembre. Qualche giorno fa, le prove preliminari, scritte e orali, quelle che avrebbero dovuto dagli la possibilità di sostenere l'esame di maturità vero e proprio. Ma Corrado ha una “complicata situazione psichiatrica”, spiega l'associazione Oltre lo sguardo onlus, che lo sta accompagnando e seguendo. “Ha 22 anni e da poco più di sei mesi convive con la consapevolezza di avere un disturbo psichiatrico intrusivo e invalidante, ha fatto amicizia con gli antipsicotici e sta cercando di riorganizzare la sua vita impegnandosi nel sostenere gli esami”.

Proprio queste difficoltà hanno portato Corrado a lasciare la scuola gli subito dopo la terza media: “Non è raro che giovani adolescenti interrompano prematuramente il percorso di studi superiore – riferisce la onlus - non per pigrizia ma per situazioni che sfuggono al controllo della persona, della famiglia, delle agenzie educative. Le necessità spesso non vengono riconosciute, i sintomi prodromici, vengono scambiati per problemi legati all’adolescenza”.

Corrado, però, dopo la terza media ha continuato a studiare, da privatista, accompagnato da un tutor. E da privatista, sempre accompagnato da un tutor (formato e pagato dalla famiglia) si è candidato all'esame di Stato. “Doveva essere a luglio, con tutti gli altri studenti dell'ultimo anno – ci racconta proprio il suo tutor – ma poi, all'ultimo momento, le prove dei privatisti sono state rinviate a settembre: è stato il primo duro colpo, per lui che no accetta facilmente il disordine e i cambi di programma”.

Il 2 settembre, si è presentato all'istituto, a pochi passi dal Colosseo. “Ad accoglierci, un gruppo di docenti che sono apparsi subito poco o nulla informati della situazione di Corrado: né sapevano chi fossi io, mi hanno fatto entrare scambiandomi per un altro studente e più di una volta hanno cercato di consegnarmi i fogli per le prove!”. Eppure, la situazione di Corrado era stata “relazionata” dalla chi segue il ragazzo e la scuola aveva ricevuto tutta la documentazione necessaria per accogliere in modo adeguato lui e le sue esigenze.

Raccontano i referenti della onlus Oltre lo Sguardo: “Credevamo ingenuamente che aver ottenuto l'autorizzazione da parte del dirigente scolastico a far avere un tutor presente alle prove preliminari sarebbe stato sufficiente a garantire non certo un trattamento privilegiato del candidato, ma solo il rispetto della sua condizione psichiatrica”. Le cose però non stanno così: “Siamo stati accolti con educazione e un pizzico di confusione – racconta il tutor di Corrado - Siamo tutti appena tornati dalle vacanze, e scopriremo poi più avanti che molti dei docenti sono lì presenti chiamati in sostituzione di alcuni colleghi non disponibili. Nessuno sembrava particolarmente entusiasta di essere stato coinvolto. Soprattutto – continua il tutor – è chiaro fin da subito che nessuno è al corrente della condizione del ragazzo, né tanto meno del suo curriculum scolastico. Nessuno dei docenti è preparato a gestirne la situazione”.

Iniziano le prove scritte le la situazione è abbastanza confusa, almeno dal punto di vista del ragazzo: “Ogni prova è coordinata e supervisionata da docenti diversi – ci racconta il tutor – Soprattutto, non p previsto alcuno strumento compensativo e dispensativo per Corrado, che invece ne avrebbe bisogno e diritto. Non ci aspettavamo un occhio di riguarda né lo abbiamo mai chiesto: ma penso che a Corrado spettasse un'attenzione diversa, in considerazione della sua situazione. E sopratutto un costante confronto con me, che lo avrei potuto aiutare ad organizzare i pensieri stessi che spesso sono intrusivi e devastanti. È un bene, comunque, che alla fine tutto sia andato liscio e non siano volati né banchi né sedie: era questa la ragione principale per cui io ero lì, per assicurare che Corrado non perdesse il controllo”.

Finite le prove scritte, è la volta degli orali: “Di nuovo, non ci aspettavamo un occhio di riguardo, ma neanche due ore di interrogazione incalzante su tutte le materie! - racconta il tutor -

Le domande dei docenti sono insistenti, solo un paio di loro mostrano di essere più comprensivi verso la sua situazione. Una prova faticosissima per lui, stremante per lui. Anche in questa occasione, gli stessi docenti che si sono dimostrati sin da subito disponibili e attenti alla sconosciuta condizione del ragazzo, si confermano persone illuminate, attente ed accomodanti”.

La prova orale, in qualche modo, comunque finisce. O almeno così sembra: “io e Corrado salutiamo e torniamo a casa. Lui, stanchissimo, si butta sul divano e finalmente si riposa. Io torno a lavorare. Poco dopo, mi chiama uno dei professori, a cui per fortuna avevo lasciato il numero, non si sa mai.... Ci dice che Corrado non ha fatto l'interrogazione di educazione motoria. Comìè potuto accadere? Facile: il professore per via del distanziamento necessario, si era dovuto spostare in un'altra aula, al piano di sopra. Peccato che nessuno ci avesse avvertiti! Ci chiedono di tornare subito indietro, ma spiego che è impossibile, che le condizioni di Corrado non lo permettono proprio, che sarebbe uno stress per lui insopportabile. Ma sembra non ci sia alternativa: buttiamo giù dal letto il ragazzo, sperando che sia davvero l’inizio della fine che ci condurrà dritti al vero orale dell’esame di stato del 9 settembre. La professoressa, inoltre, fa dei sentiti complimenti al ragazzo dopo il suo orale. Dopo 30 minuti con un’email la scuola ci comunica ufficialmente che lo studente non è ammesso alla maturità. È stato brutto, non ce lo aspettavamo: Corrado non era certo stato brillante, ma l'esame non era andato così male. Per fortuna, ha tante persone intorno che lo sostengono: così se ne è fatto una ragione e si è rassegnato al fatto che sarà studente per un anno ancora. Ancora più grande, si presenterà alla maturità quasi uomo. Ma speriamo che, prima o poi, riesca a raggiungere quest'obiettivo”.

La onlus Oltre lo sguardo, da parte sua, denuncia: “Questa è una storia difficile in cui la burocrazia si scontra con una scuola poco disponibile a confrontarsi con la famiglia e un’equipe socio educativa specializzata supportata da referti e relazioni mediche di struttura pubblica (ASL). È fondamentale ribadire che gli interventi non possono che essere multidimensionali ! L’inclusione scolastica non può e non deve prescindere dalla persona nella sua globalità (prima che dall’alunno) pertanto gli obiettivi didattici devono concordare con i tempi famiglia, tempi sociali, tempi riabilitativi e sanitari”. E guardando al futuro: “Il nuovo Pei  rappresenta una grande occasione che non dobbiamo perdere. Con Corrado la scuola ha perso una grande occasione: ridare una speranza di integrazione ad un giovane uomo che per tutta la vita dovrà comunque combattere contro lo spettro delle patologie psichiatriche”.

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