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Il futuro dell'inclusione preoccupa gli insegnanti di sostegno. Appello ad Azzolina

Il Glo diventa organo collegiale, “nessuna firma per il Pei, basterà il verbale. Confermati i nostri timori”. Il Coordinamento italiano insegnanti di sostegno ribadisce il suo “forte dissenso verso un’impostazione che, a nostro parere, escluderà i genitori dal processo decisionale a favore dei figli”

14 settembre 2020

ROMA – La nota del ministero sul nuovo Progetto educativo individualizzato, in dirittura d'arrivo, “conferma i timori” degli insegnanti di sostegno. “Il Glo (gruppo di lavoro operativo) sarà trasformato da gruppo di lavoro a organo collegiale, assicurando la partecipazione anche dello stesso alunno con disabilità nella scuola secondaria di secondo grado (ipotizziamo che, pur partecipando, lo studente non potrà votare)”, scrive il coordinamento in una nota. “Al tempo stesso la Fish, per voce di Salvatore Nocera, conferma la posizione favorevole della federazione e di molti esperti in legislazione scolastica alla nuova natura del Glo quale organo collegiale, pur restando critica su altri aspetti (si rimanda al documento “Considerazioni della Fish sulla bozza di Linee guida per la compilazione del nuovo Pei”). La preoccupazione del Ciis è invece alta: “Sarà il conteggio dei voti a dire quale decisione sarà assunta e non il faticoso, talora travagliato, dialogo, che ha caratterizzato moltissimi incontri di Glo in questi lunghi anni di esperienza”.
 

Da gruppo di lavoro a organo collegiale: che vuol dire?

Ma cosa significa e soprattutto cosa comporta, nel concreto, questa trasformazione da gruppo di lavoro a organo collegale? Primo, “questa trasformazione introduce l’approvazione del Pei attraverso la votazione e quindi con il conteggio dei voti favorevoli e contrari – osserva il Ciis - Facile intuire, a fronte di situazioni critiche o controverse, chi potrà prevalere. La logica dei numeri non lascia spazio a ipotesi”. Secondo punto: “In quanto organo collegiale, il Glo sarà legale a tutti gli effetti in presenza del 50% più uno degli aventi diritto; ciò significa che qualora la famiglia dovesse essere assente, perché impossibilitata a partecipare, dovrà subire le decisioni assunte da altri (compresa l’approvazione del Pei). Terzo, “le decisioni non vengono assunte all’unanimità, bensì a maggioranza assoluta e, in caso di parità, il voto del presidente, ovvero del dirigente scolastico o di un suo delegato, vale il doppio”. Quarto, “Il Pei non sarà più firmato, perché sarà il verbale, redatto durante gli incontri da uno dei presenti con funzione di segretario, a far fede delle decisioni su quanto trattato”. Per quanto riguarda le risorse per il successivo anno scolastico, “la famiglia non potrà esprimere il suo voto, per supposto conflitto di interessi”.
Il Ciis rimanda a tal proposito al documento della Fish, che “sottolinea come la famiglia, nonostante partecipi alle operazioni di rito, venga esclusa nel momento in cui si devono approvare le risorse per il successivo anno scolastico”.
 

Il Glo vota. E' la prima volta?

C'è poi una questione controversa, diversamente interpretata da Ciis e Fish: il meccanismo del voto all'interno del Glo. Questo, secondo Ciis, “non si è mai espresso tramite una votazione, contrariamente a quanto afferma la Fish. Il Pei è elaborato congiuntamente, espressione ben diversa dalla votazione. Come docenti specializzati della scuola italiana e come genitori possiamo affermare di non avere mai votato, semmai faticosamente colloquiato, faticosamente condiviso, ma mai il Pei è stato oggetto di approvazione”. Il Ciis ribadisce quindi “la pericolosità del voto, che contraddice ogni forma di dialogo e di confronto, aprendo a conflitti e contrasti. A beneficiarne saranno, con molta probabilità, gli studi degli avvocati, non certo gli alunni e neppure la scuola dell’inclusione”.
 

L'esonero “della discordia” e gli obiettivi educativi

Secondo Fish, “l'esonero dagli insegnamenti” riguarderà unicamente gli alunni della scuola secondaria di secondo grado, ma “il ministero nega anche questa evenienza – osserva il Ciis - pur lasciando aperta la porta delle possibilità”. Ad ogni modo, “l’esonero da alcuni insegnamenti aprirà a specifici scenari” e il Ciis ne menziona alcuni: “Riduzione dell’orario di frequenza (potrebbero non essere attivate proposte alternative), (forse) attività in piccoli gruppi costituiti da soli alunni con disabilità (ricostituendo classi differenziali di fatto)”. Riguardo poi gli “obiettivi educativi sottratti alla famiglia e demandati in via esclusiva ai docenti, in palese contrasto con l’art. 30 della nostra Costituzione, non intervengono né il Ministero né la Fish – continua il Ciis -Sfugge, pare, il fatto che, per garantire a ciascun alunno il successo formativo, le istituzioni scolastiche debbono agire anche 'nel rispetto della libertà di scelta educativa delle famiglie' (art. 4 comma 1)”.
 

La votazione riduce i tempi, ma blocca il dialogo

In conclusione, “le scelte che il ministero sta adottando cambieranno radicalmente la scuola e il suo spirito di collaborazione, di dialogo, di condivisione – afferma il Coordinamento - Sicuramente è più facile affidare le situazioni complesse e difficili a una votazione: si riducono i tempi, si pone fine a eventuali contrasti, si bloccano i contraddittori. Ma si sottrae a un gruppo di lavoro l’essenza stessa del suo esistere. Si impedisce agli insegnanti, ai genitori e agli specialisti di esprimersi in un libero e aperto confronto, alla ricerca della condivisione di un percorso finalizzato non solo alla crescita e allo sviluppo armonioso del figlio, con disabilità, ma alla costruzione di una società autenticamente inclusiva”. Dunque “le scelte confermate dal ministero lasciano intendere un nuovo modello di scuola, più che un nuovo modello di un documento. E oggi queste indicazioni coinvolgono i genitori di alunni con disabilità e gli stessi alunni: a loro oggi viene tolta la voce. E domani? Come associazione siamo molto preoccupati – conclude il Ciis - e chiediamo alle forze politiche e alla società civile di non far passare tutto questo nel silenzio. Alla ministra Azzolina chiediamo di rivedere i documenti che sono in fase di elaborazione, ancora in bozza, e di cancellare la trasformazione del Glo in organo collegiale”.

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