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Anno nuovo, nuova inclusione? Così cambia il Piano educativo individualizzato

Messo a punto dal ministero dell'Istruzione insieme alle federazioni delle associazioni rappresentanti le famiglie degli studenti con disabilità, sarà inviato alle scuole dopo il passaggio con il Consiglio superiore della pubblica istruzione. Ma fa già discutere

8 settembre 2020

ROMA – L'inclusione degli studenti con disabilità si avvia verso una nuova stagione: è in dirittura d'arrivo infatti il nuovo modello di Piano educativo individualizzato per le alunni e gli alunni con disabilità, messo a punto dal Miur con la collaborazione delle Federazioni delle Associazioni rappresentanti le famiglie degli studenti con disabilità. Il documento è ora all'esame del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, dopo di che sarà inviato alle scuole. Diverse le novità in esso contenute, tra cui la più rilevante è la trasformazione del Gruppo di lavoro operativo (Glo) in organo collegiale, che si occuperà della progettazione degli interventi inclusivi per le alunne e gli alunni con disabilità. Al Glo potranno partecipare le famiglie e, nel caso della scuola secondaria di secondo grado, anche studentesse e studenti. “Tutta la documentazione è stata predisposta e vagliata con l’Osservatorio nazionale permanente per l’Inclusione scolastica, già nel mese di luglio scorso - tiene a riferire il ministero dell'Istruzione - Proprio con le federazioni delle associazioni si è condiviso di introdurre il nuovo modello di Pei attraverso un solido contributo di Linee guida, per spiegare alle scuole in modo approfondito e argomentato la complessità delle innovazioni introdotte, che puntano ad una maggiore partecipazione delle famiglie e degli alunni stessi rispetto al passato”.
 
Ancora una precisazione, da parte del ministero: “Nel nuovo modello di Pei non vi sarà alcuna riduzione a prescindere dell’orario scolastico, come alcune forze politiche stanno facendo credere in queste ore, rilanciando false notizie. Come da sempre previsto, ci sarà invece una puntuale pianificazione delle attività didattiche per alunne e alunni con disabilità, che potrà essere personalizzata rispetto all’organizzazione oraria dell’intero gruppo classe, nel pieno rispetto del principio di individualizzazione e personalizzazione del percorso scolastico. Questo nuovo modello di inclusione scolastica – ricorda infine il Miur - viene presentato dopo un'attesa durata tre anni, dovuta a una diversa sensibilità delle precedenti gestioni politiche. In questi giorni in cui il ministero e l’intero governo sono impegnati per far ripartire la scuola in sicurezza, c’è chi continua a scegliere la strada della propaganda, in particolare sbandierando presunte discriminazioni in tema di diritti degli alunni con disabilità, a danno delle famiglie. Il ministero e le scuole stanno operando nell’interesse di queste studentesse e di questi studenti, forti di una normativa sull’inclusione, quella italiana, che è fra le più avanzate nel mondo”. E' evidente che il documento, prima ancora di vedere la luce, già divide e suscita dibattito.
 

Le critiche degli insegnanti di sostegno

A sollevare critiche e perplessità è il Coordinamento italiano degli insegnanti di sostegno, che in parte fa sue le osservazioni della Fish, che in un lungo documento  chiede alcune correzioni al nuovo modello. C'è però una questione che quel documento non affronta e che preoccupa invece il Ciis: “Il Glo, incaricato per la elaborazione del Pei (Piano educativo individualizzato), sarà chiamato ad esprimersi attraverso un voto. Il Pei, dunque, non sarà più frutto di 'elaborazione congiunta', come stabiliva il DPR 24/2/1994, decreto applicativo della legge 104/92, ma, al contrario, sarà sottoposto ad approvazione, con il conseguente rischio di una esclusione dei genitori dal processo decisionale riguardante il proprio figlio”. Secondo il coordinamento, la questione dovrebbe preoccupare Fish, che invece nel suo documento afferma che il voto, in sede di Glo, è stato “riconosciuto in modo unanime e indiscusso da tutti sino ad oggi”. Per il Ciis, “non è così; nella scuola il Glo non si è mai espresso tramite un voto nella predisposizione del Pei: si è sempre cercato, seppur talora con difficoltà, di trovare una condivisione, con la piena partecipazione di tutti i componenti del gruppo di lavoro”. Anche Fish, in ogni caso, ha chiesto nel suo documento che sia eliminato il passaggio sul voto: “Diventa assolutamente incomprensibile che 'i genitori non possono esprimere voto sulla quantificazione del fabbisogno risorse', ma esprimono 'parere nel verbale' quindi poi cosa firmano? Va eliminato altrimenti sarebbe un enorme passo indietro su tutto il lavoro fatto e volto alla coprogettazione e al ruolo del GLO, oltre che una contraddizione proprio sulla composizione ed il ruolo di questo gruppo finalmente riconosciuto da una norma primaria come la 104 che è stata modificata in questo senso”.
 

“Esonerare significa escludere”

Altro aspetto preoccupante, presente questo anche nel documento della Fish, sarebbe “l'esonero da alcune materie o attività esterna alla classe”. Per Fish, “esonerare un/una alunno/a da una qualsiasi disciplina significa in realtà 'esonerare' quel/quella docente della relativa disciplina a farsi carico del/ della alunno/a in questione, e questo non è più tollerabile in una scuola dell’inclusione che stiamo costruendo insieme”. Anche per Ciis, esonerare “significa non prevedere più la piena partecipazione alla vita della classe. Come non pensare che ciò porterà, inevitabilmente, a ricostituire 'gruppi di alunni' assimilabili alle classi differenziali? Va anche considerato inoltre che, nella secondaria di secondo grado, l’esonero dall’insegnamento di una o più discipline potrebbe precludere, in seguito, il passaggio a un percorso semplificato. Come non ravvisare in tutto ciò una palese discriminazione nei confronti degli alunni con disabilità?”
 

La riduzione dell'orario

La terza questione, che è poi quella a cui fa riferimento, per smentirla, il ministero, è la “riduzione dell'orario scolastico”: per Fish, “l’orario ridotto si può prevedere eccezionalmente solo nel caso di oggettive, comprovate e gravi circostanze che rendono l’orario intero pregiudizievole per la salute dell’alunno o per la possibilità di evitare comportamenti assolutamente problematici”. Per Ciis, la riduzione dell'orario “lede il diritto allo studio dell’alunno con disabilità”. Secondo il Ciis ci sarebbe insomma, nel nuovo modello di Pei, “un orientamento che pare più proteso a escludere gli alunni con disabilità dal percorso formativo, piuttosto che a garantire loro l’effettiva partecipazione alla vita scolastica insieme ai coetanei. Facciamo nostra gran parte delle preoccupazioni che la Fish denuncia nel suo documento – conclude il Ciis - discostandoci, invece, dalla questione dell’approvazione del Pei, che deve restare un documento condiviso, frutto del lavoro sinergico e del confronto con la famiglia, quale protagonista attiva”.

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