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Test sierologici per studenti disabili, la Regione Lazio ci ripensa. E corregge con “fragili”

Dopo le critiche di diverse associazioni, tra cui Fish Lazio, una nota della direzione regionale sanità annuncia che la deliberazione 472 sarà corretta, con l’eliminazione dal testo della frase “bambini e studenti disabili”, che sarà sostituita con “bambini e studenti con fragilità”

29 agosto 2020

ROMA – Disabile non significa fragile, così come fragile non significa disabile. Il suono p simile, ma il significato è molto diverso. Lo hanno fatto notare, nelle scorse settimane, le associazioni (Oltre lo Sguardo e Fish Lazio) all'assessore alla sanita della regione Lazio D'Amato, contestando la deliberazione regionale 472, che prevedeva la possibilità di effettuare test sierologici, in vista del rientro a scuola, oltre che al personale scolastico anche agli alunni con disabilità. Una tutela eccessiva, per famiglie e associazioni, che rischia di trasformarsi in discriminazione e stigma, ma che, soprattutto, si fonda su un malinteso che è anche un pregiudizio: che la disabilità sia ua malattia, una condizione di per sé di vulnerabilità.

Fish Lazio aveva rivolto le proprie critiche all'assessorato e la scorsa settimana ha scritto allo stesso presidente Nicola Zingaretti, per manifestare la propria contrarietà a un provvedimento che avrebbe potuto stigmatizzare gli studenti con disabilità, in mancanza di qualsiasi fondamento medico-scientifico a supporto di una simile misura.

Oggi il dietrofront, almeno parziale: la direzione della Fish Lazio ha ricevuto una nota dalla Direzione regionale Sanità, cui viene allegata la comunicazione rivolta alle Asl e ai referenti dell’indagine di sieroprevalenza nelle scuola e servizi educativi regionali, con la quale si trasmette il Rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità, pubblicato il 21 agosto scorso, “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”. Nella nota si precisa che il recepimento dello stesso rapporto ”modifica e integra quanto previsto dalla DGR n 472 del 20 luglio 2020 limitatamente ai bambini e studenti con fragilità” e si annuncia che “verrà adottata con apposita delibera di Giunta”, una modifica a breve della 472 nel senso da noi proposto, con l’eliminazione dal testo della frase “bambini e studenti disabili”, sostituendola con “bambini e studenti con fragilità”.

Un atto dovuto, secondo Angsa Lazio, visto che “disabilità non necessariamente è sinonimo di fragilità e comunque la fragilità si tutela garantendo che gli altri non possano nuocere e non viceversa commenta la presidente Stefania Stellino - Non è infatti comprensibile perché un alunno/studente con disabilità dovrebbe essere tutelato dall’effettuare il sierologico che, ricordiamo, dà un quadro storico, individuando chi è venuto eventualmente in contatto con il virus ed ha sviluppato anticorpi. Perché l’essere in una condizione di disabilità dovrebbe corrispondere ad una condizione di fragilità? Anche un possibile immunodepresso sarebbe più tutelato da un ambiente circostante in salute e quindi avrebbe senso esattamente il contrario: effettuare test sugli altri - continua Angsa -Inoltre potrebbe essere molto complicato sottoporre una persona con disabilità intellettiva o disturbi del neurosviluppo ai test. Pensiamo ad un bambino/ragazzo nello spettro dell’autismo. Altro sarebbe se tutta la comunità scolastica fosse sottoposta allo screening. Avrebbe senso e sarebbe doveroso da parte di tutte le famiglie aderire per contribuire alla ricerca (capire come e se il virus si sia diffuso in un determinato territorio). Test per tutti senza distinzioni”.

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