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Coronavirus, una docente di sostegno: non lasciamo mai soli i nostri alunni

La professoressa Patrizia Sommese, docente del liceo “Pansini” di Napoli racconta gli sforzi che tutto il corpo docente sta mettendo in campo per riuscire a garantire il diritto all'istruzione

28 marzo 2020

ROMA - "In questa situazione di emergenza, noi insegnanti di sostegno ci siamo, nonostante tutte le inevitabili difficoltà del caso". È ferma la voce della professoressa Patrizia Sommese, docente del liceo 'Pansini’ di Napoli, coordinatrice e referente per i bisogni educativi speciali. La professoressa ha deciso di raccontare a Diregiovani.it gli sforzi che tutto il corpo docente sta mettendo in campo per riuscire a garantire un diritto fondamentale, quello all'istruzione in un momento delicato per gli studenti e le studentesse che hanno bisogno dell'insegnante di sostegno. "La difficoltà più notevole che abbiamo incontrato all'inizio è stata quella di coinvolgere alcuni nostri ragazzi e ragazze che hanno bisogno anche di un familiare per poter procedere ad un'attività didattica", spiega Sommese.
 
Al liceo 'Pansini’ ci sono 10 alunni con diverse situazioni che rispondono a varie patologie per i quali il gruppo di sostegno, costituito da 15 docenti, organizza delle programmazioni educative individualizzate che sono state 'smaterializzate’ e portate su piattaforme online come Meet.
 
"Meet è una piattaforma validissima, stiamo avendo ottimi riscontri. Anzi per certi versi i ragazzi e le ragazze sono anche più concentrati, perché ci sono meno possibilità di distrazione- sottolinea la professoressa- certo non mancano delle criticità, c’è ancora chi non ha pc o tablet per collegarsi e dobbiamo ripiegare sulla videochiamata su whatsapp".
 
Per questo motivo la scuola si sta attivando per fornire questi dispositivi a chi ne ha bisogno e garantire loro la possibilità di lavorare come tutti gli altri. Il gruppo docenti di sostegno in queste settimane poi si è dovuto organizzare per ricalibrare gli argomenti e renderli più adeguati a una fruizione online.
 
"Quello che in presenza era diretto e immediato, con la didattica a distanza diventa molto più complesso e articolato e richiede un impegno notevole e costante, senza considerare la mancanza del contatto diretto che per il sostegno è fondamentale. Il risultato di tutti i nostri interventi è che gli alunni ci seguono con piacere anzi, spesso ci aspettano e che le famiglie si mostrano soddisfatte e, a volte, anche sollevate", spiega Sommese.
 
Una questione, quella del sostegno, che vede impegnati i docenti tutti i giorni per cercare di non interrompere il percorso didattico di ragazzi e ragazze che hanno in questo momento più bisogno, trovatisi da un giorno all'altro a causa dell'emergenza senza i visi familiari dei loro docenti. "Sicuramente la cosa più importante per loro è mantenere un contatto con noi docenti, devono sentire la scuola vicina, evitando ulteriori disorientamenti e aiutando studenti e studentesse ad avere continuità nella relazione".

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