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Coronavirus, #dateciglieducatoriadomicilio: l’appello delle famiglie di ragazzi con autismo

“Gli alunni con bisogni speciali devono lavorare ogni giorno con personale altamente formato per non perdere le competenze acquisite”: a parlare è Marialba Corona, presidente di Angsa Bologna. A Granarolo scuole aperte per gli studenti con bisogno di sostegno. Il sindaco: “Aiutiamo le famiglie”

4 marzo 2020

BOLOGNA – “Scriviamo per far presente la situazione dei nostri figli, che esistono, anche in questa emergenza. Tante testate giornalistiche hanno fatto menzione di soluzioni attivate per gli scolari a casa. Noi, ancora invisibili. Gli alunni con bisogni speciali, e tra loro quelli con autismo, devono lavorare ogni giorno con personale altamente formato per non perdere le competenze acquisite in anni e anni di fatica”. Comincia così la lettera che Angsa Bologna, l’Associazione nazionale genitori soggetti autistici, in tempi di sospensione delle attività scolastiche per l’emergenza sanitaria Covid-19 ha pubblicato sui social lanciando l’hashtag #dateciglieducatoriadomicilio. “Io non so cosa sia Skype. Io non so parlare. Io non so fare il dettato da solo. Io non so come organizzare il lavoro. Ho bisogno di te per fare attività. Ho bisogno di te per le autonomie”, scrivono su Facebook tutte le famiglie che si sono riconosciute in questa battaglia.
 
“La situazione è drastica – spiega Marialba Corona, presidente di Angsa Bologna –. Molti di noi hanno già finito congedi e permessi 104, né nonni né babysitter sono in grado di gestire i nostri figli. Senza la possibilità di frequentare lezioni con un sostegno professionale, i ragazzi regrediscono, perdono le abilità acquisite: di fatto, per noi è un doppio danno. Per questo chiediamo che sia possibile avere qualche ora di insegnamento a domicilio. Tra l’altro, la nostra esigenza si incrocia con la denuncia degli educatori precari che, se non lavorano, non percepiscono uno stipendio. Lo sappiamo: gli ostacoli burocratici sono tanti, ma la situazione è grave”. Nelle ultime ore, alla voce di Angsa si è unita quella di Castello insieme per l’autismoe Didì ad Astra.
 
“Il nostro plauso va al Comune di Granarolo dell’Emilia che, confermandosi Città Blu, ha già preso provvedimenti in merito. Speriamo che in molti prendano esempio”, sottolinea Corona. Nel comune emiliano, infatti, la giunta ha deciso – in accordo con la dirigenza scolastica – che i bambini della classe 3 della legge 104 potranno trascorrere alcune ore con gli educatori in alcuni ambienti della struttura scolastica, quelli a loro più familiari: “La situazione delle famiglie con bambini e ragazzi con esigenze di sostegno è tra le più delicate – ha spiegato il sindaco Alessandro Ricci –, e noi vogliamo andare loro incontro”. Da oggi il servizio sarà arrivo per 17 famiglie della scuola primaria. “Più complesso è capire come sostenere le 5 famiglie con un bimbo con disabilità nella scuola dell’infanzia: stiamo valutando la possibilità di realizzare un servizio a domicilio”. Per tutti gli altri alunni, invece, la scuola si è organizzata con l’indicazione di compiti e attività da svolgere a casa.

di Ambra Notari

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