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Scuole insicure? Pochi collaboratori scolastici e scarsa vigilanza: gli alunni a turno per andare in bagno

Disposizioni dopo i gravi fatti di Milano, dove un bambino è precipitato nella tromba delle scale della scuola, secondo Anief, quello che sta accadendo nelle nostre scuole è “la conseguenza nefasta dei tagli al personale prodotti da più di 10 anni”

30 ottobre 2019

ROMA - La mancanza di personale scolastico arriva a incidere sui bisogni fisiologici degli alunni: dopo la drammatica morte del bambino di cinque anni a Milano, precipitato nella tromba delle scale dell’istituto, tra il personale di molte scuole sono subentrati sentimenti di angoscia nel tentativo di prevenire possibili incidenti a seguito della scarsa disponibilità di personale. Per Marcello Pacifico (sindacato Anief) “basta scherzare sulla salute degli studenti. Il Governo reintegri le migliaia di posti tagliati per assicurare il diritto all'istruzione di ogni alunno. Non è più tollerabile questa situazione”.
 
Nell’Istituto comprensivo "Calcedonia" di Salerno, “dopo i gravi fatti di Milano”, la preside ha deciso di agire “nell’interesse primario della sicurezza degli allievi” adottando la turnazione degli allievi per recarsi ai servizi igienici in modo da assicurare sempre la loro vigilanza: è anche “una tutela per gli insegnanti”, ha detto la dirigente, cercando di far comprendere il senso della circolare imposta a docenti e personale ausiliario. Perché, ha detto, “se i bidelli non sono in guardiola o nei corridoi gli allievi di tutte le scuole non possono usufruire dei bagni individualmente”.
 
Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “arrivare a programmare i doppi turni per andare in bagno è l’emblema di quando sia caduta in basso l’organizzazione delle nostre scuole: l’incidente accaduto a Milano qualche giorno fa nella scuola ‘Pirelli’ di Milano ha messo in evidenza le falle di un sistema, quello degli organici del personale scolastico, che negli ultimi anni è stato sistematicamente utilizzato da chi governava la scuola come una sorta di bancomat da cui prelevare soldi e far quadrare i conti a fine anno. E adesso ne paghiamo le conseguenze, con la didattica meno incisiva, perché sono sparite le compresenze e si è ridotto il tempo scuola, il personale Ata che non riesce ad ottemperare alla mole crescente di impegni moltiplicati con l’autonomia scolastica e il progettificio esploso con la Buona Scuola del 2005, i collaboratori scolastici ridotti a poche unità ad istituto ponendo seri rischi sul fronte della sicurezza”.
 
A turno per andare in bagno. La disposizione è stata introdotta in una scuola media di Salerno: “per proteggere i docenti da ulteriori responsabilità – scrive il quotidiano Il Mattino -, una dirigente scolastica ha diramato una circolare per vietare agli studenti di andare in bagno da soli in assenza di bidelli nei corridoi”. La dirigente scolastica ha indicato così delle disposizioni ben precise, al fine di evitare che quella di recarsi ai servizi igienici diventi una circostanza a rischio incidenti, per via della mancanza di personale addetto alla sorveglianza.
 
“Ho agito nell’interesse primario della sicurezza degli allievi – ha detto la dirigente scolastica al quotidiano –: tutelare l’incolumità degli studenti e non esporre a responsabilità i docenti. E’ una tutela per gli insegnanti dopo i gravi fatti di Milano”. La circolare, rimarca Orizzonte Scuola, è stata indirizzata anche alle famiglie. “Si raccomanda il controllo preventivo e successivo dello stato dei servizi igienici – si legge nella circolare – onde monitorare il grado di competenza civica degli alunni e correggere gli eventuali comportamenti inadeguati. Negli orari pomeridiani si rispetteranno gli stessi turni, a cominciare dal rientro dalla mensa”.
 
Secondo Anief, quello che sta accadendo nelle nostre scuole è la conseguenza nefasta dei tagli al personale prodotti da più di 10 anni, senza che nessuno abbia fatto nulla per rimediare al danno. La cancellazione dei posti, anche tra il personale Ata, ha avuto avvio con la Legge 133 del 6 agosto 2008, voluta dall’esecutivo Berlusconi-Tremonti, con la quale solo per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario sono stati soppressi quasi 50 mila posti in tre anni, di cui 47mila in meno in un solo triennio.
 
I Governi successivi, anche del Centro-Sinistra, non solo non si sono opposti, ma hanno dato il loro contributo a tagliare ulteriormente: il Decreto Interministeriale Miur-Mef del giugno 2014, afferente alla nuova dotazione organica del personale Ata per l’anno scolastico 2014/2015, ha ad esempio recepito in pieno la riduzione del 17% della consistenza numerica del personale Ata.
 
Poi, abbiamo avuto la Legge di Stabilità 2015, (la Legge 190/14 art. 1) che ha introdotto l’obbligo, per i dirigenti scolastici, di nominare i supplenti del personale Ata solo dall’ottavo giorno di assenza. E con i tagli alle supplenze “brevi” proprio tra il personale Ata, molte scuole sono state messe in ginocchio. E a poco è servita la nota n. 2116 del 30 settembre 2015, che ha dato facoltà ai presidi di nominare supplenti anche “per i primi sette giorni di assenza” però per il solo “profilo di collaboratore scolastico”. Lasciando completamente scoperto il servizio in tutti i casi di assenza di assistenti amministrativi e tecnici. Per non parlare del blocco del turn over protratto per anni, al punto che nel 2015 si è arrivati a congelare le oltre 5mila assunzioni già annunciate per coprire almeno il turn over. Anche quest’anno, si è arrivati ad assumere poche migliaia di unità di Ata, a fronte di 20 mila posti vacanti e quasi altrettanti potenziali. Mentre, dopo avere inutilmente tentato di fare spazio al personale perdente posto delle province, si è provveduto a fare assumere oltre 11 mila ex lavoratori socialmente utili.

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