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Studenti disabili, “in Sicilia servizi carenti e a macchia di leopardo”

A pochi giorni dall'inizio della scuola, la denuncia dei deputati regionali del M5S Giovanni Di Caro e Angela Foti: "Siamo davanti ad un sistema che da sempre penalizza studenti disabili e famiglie”

11 settembre 2019

PALERMO - A pochi giorni dall'inizio della scuola molti studenti con disabilità della Sicilia non saranno messi nelle condizioni di potere studiare come i loro coetanei a causa della mancanza di alcuni servizi. Se da una parte i comuni non si organizzano in tempo, lamentando le condizioni economiche precarie delle loro casse, dall'altra la regione eroga in ritardo il contributo dedicato. A denunciare lo stato dei fatti sono i deputati regionali del M5S  Giovanni Di Caro e Angela Foti. "Siamo davanti ad un sistema che da sempre penalizza studenti disabili e famiglie. In provincia di Agrigento sempre più Comuni negano ai disabili il diritto allo studio ma la situazione riguarda anche altre province siciliane - denuncia il deputato regionale del M5S, Giovanni Di Caro -. Incredibile come sistematicamente, ad inizio dell'anno scolastico, i comuni e i Liberi consorzi siciliani si trovino impreparati a garantire il servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli alunni disabili (Asacom)". "Gli studenti con disabilità hanno diritto ad andare a scuola da settembre a giugno. E' questa è una certezza e un diritto che non può essere negato. I servizi devono essere garantiti per tempo dai comuni che, per i loro problemi di bilancio, non possono aspettare che arrivino i contributi regionali - continua il deputato Di Caro -. Basterebbe che si organizzassero già a partire da luglio in modo da attivare i servizi ma invece, molti fanno partire i servizi a novembre e a dicembre. La gestione è arbitraria e variabile da un comune all'altro. C'è qualche comune virtuoso ma la situazione è a macchia di leopardo". "Abbiamo sollecitato, con diversi interventi, la regione a non ritardare l'erogazione di contributi in modo che i comuni non prendano più scuse e si adoperino per i servizi degli studenti. Manderò una nota a tutti i comuni dell'Isola per sapere qual è lo stato dell'attivazione del servizio in modo da avere un quadro chiaro della situazione".

“L’Asacom - continua Di Caro - è un servizio essenziale che deve essere garantito dagli enti locali dall'inizio dell'anno scolastico senza alcuna interruzione. L’alunno con disabilità ha diritto ad avere, oltre che un certo numero di ore di sostegno didattico, anche un certo numero di ore di assistenza per l’autonomia e la comunicazione, essendo tale funzione differente da quella del sostegno didattico”. Il quadro dei servizi erogati a singhiozzo nelle varie province della Sicilia, dei trattamenti disomogenei e delle risorse economiche insufficienti rispetto ai fabbisogni emerge anche dalla relazione annuale elaborata dagli uffici regionali che riguarda le scuole secondarie di secondo grado. “I servizi di assistenza agli alunni disabili sono di gran lunga inferiori rispetto alle esigenze della popolazione scolastica. I dati ufficiali rilevano trattamenti disomogenei tra le varie province - sottolinea anche la deputata regionale Angela Foti, - e carenze nei vari settori dell’assistenza igienico-personale, della comunicazione, del trasporto, del convitto. Discriminatorio il trattamento che la Regione siciliana continua a riservare ai suoi giovani cittadini più deboli e bisognosi di attenzioni, costretti a situazioni quotidiane spesso ai limiti della decenza e, visto il delicato ambito, sicuramente imbarazzanti”. “Emerge chiaramente - spiega Foti - come le risorse economiche siano insufficienti: per tutti i servizi previsti, la copertura nel 2018 è stata di poco più di 19 milioni di euro, mentre ne sarebbero serviti ben 30. La conseguenza immediata è che i servizi nell’anno scolastico 2017/2018 sono stati erogati a singhiozzo o non sono stati erogati del tutto, come il servizio igienico-personale a Ragusa o in altri ambiti provinciali il servizio di convitto e semiconvitto o di integrazione extrascolastica. Per quanto già trascorso del 2019, invece, allo stanziamento iniziale di 19.150.000 euro si è aggiunta una integrazione di altri 12.850.000 euro, per complessivi 32.000.000 euro che non saranno sufficienti perché Città metropolitane e Liberi consorzi hanno rappresentato necessità di gran lunga superiori, pari a 41.555.835 euro”.

“La relazione predisposta dagli uffici regionali - prosegue Foti - riferisce di una inadeguatezza diffusa nella erogazione dei servizi rispetto ai fabbisogni indicati dai piani formativi elaborati per ogni alunno disabile. Il servizio igienico personale è stato erogato spesso ‘bonariamente’ e solo grazie alla ‘collaborazione del personale addetto all’autonomia e in regime di mutuo soccorso’. Incredibile poi la sproporzione nel costo pro-capite annuo per disabile, variabile e disomogeneo tra le varie province, che oscilla da 2.458 euro a 6.558 euro. Anche in materia di trasporto vi sono differenze notevoli tra ambito e ambito, che superano gli 8.000 euro di costo pro capite annui. Come sono possibili queste differenze?” La deputata Foti punta il dito anche sulla necessità di raggiungere “appalti standardizzati per i servizi riportando il suggerimento - contenuto nella stessa relazione - con uno schema regionale unico e con parametri omogenei di cui gli enti possano avvalersi, nel rispetto delle autonomie ma con una regolamentazione ormai indispensabile per garantire dignità agli studenti  siciliani che hanno un particolare bisogno di attenzione”.

di Serena Termini

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