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"Freewear", studenti creano una linea di moda di strada inclusiva e sostenibile

Più di 20 studenti della Bolognina, Quartiere Navile, area tra le più multietniche del capoluogo emiliano, sono impegnati nella realizzazione di una linea di streetwear. Un percorso lungo due anni, tra settimane intensive e giornate di formazione

9 settembre 2019

BOLOGNA – Si chiama Freewear Academy: è un percorso di formazione in fashion design e comunicazione, con un focus specifico sulle culture e sottoculture urbane. Obiettivo, costruire la prima linea di moda streetwear inclusiva, sostenibile, gender neutral ideata dagli adolescenti della Bolognina, Quartiere Navile, area tra le più multietniche del capoluogo emiliano. Il progetto è portato avanti da Baumhaus, realtà impegnata nella progettazione e gestione di percorsi innovativi di formazione culturale; Ciofs FP-ER, ente di formazione che propone percorsi triennali di istruzione e formazione professionale per giovani dai 15 ai 18 anni; Kilowatt, cooperativa composta da diverse anime che operano nei settori dell’innovazione sociale. I ragazzi coinvolti – a oggi circa 25, ma il numero è destinato a crescere – sono studenti degli istituti Ciofs-FP/ER Sede di Bologna, IPSAS Aldrovandi Rubbiani e ITC Rosa Luxemburg. Si sono candidati spontaneamente, dopo che i tre soggetti promotori hanno presentato loro il progetto la scorsa primavera.
 
Primo step del progetto, una settimana intensiva (appena conclusa) di confronto sul design thinking: i partecipanti, divisi in 3 gruppi con competenze diverse (fashion design, comunicazione ed eventi, strategia e sostenibilità economica), hanno ideato i prototipi per una linea di moda, dopo aver studiato e imparato a conoscere l’anima della Bolognina (soprattutto tramite interviste ai residenti). Un responsabile di collezione ha aiutato i ragazzi a trovare coerenza nella linea, Azeb Luca Trombetta ha tenuto un focus sull’estetica etnica. Il progetto proseguirà lungo tutto l’anno scolastico, con uno/due giorni di formazione al mese. All’inizio del 2020, poi, sarà lanciata una campagna di crowdfunding: da un lato per sostenere la realizzazione dei prototipi della linea, dall’altro per testare l’interesse della comunità. La prima collezione sarà presentata a giugno, durante il Festival Baum 2020. A settembre 2020 è in calendario un’altra summer school per capire se la linea ideata possa diventare un progetto vero e proprio: 5 giorni full time dedicati alla strategia di produzione, allo sviluppo e alla distribuzione della linea, con uno sguardo particolare su sostenibilità, replicabilità, fundraising e nuovi modelli di impresa.
 
Freewear Academy è finanziato nell’ambito del progetto “PON Metro sulla Cultura Tecnica e l’Innovazione Sociale” del Comune di Bologna. “L’attività che porteremo avanti nel corso dell’anno fa parte dell’offerta formativa a tutti gli effetti – spiega Anna Romani, project manager per Kilowatt e Baumhaus –. Potrà servire per la loro tesina, come alternanza scuola-lavoro, come esperienza di vita”.

di Ambra Notari

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