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Riduzione delle ore di sostegno? Il tribunale dice no

Il Tar di Latina ha dato ragione a una mamma, che aveva presentato ricorso dopo che al figlio, gravemente autistico, erano state ridotte le ore di sostegno. La sentenza ribadisce il diritto di beneficiare del supporto nella misura massima consentita

13 agosto 2019

ROMA – Il sostegno scolastico è un diritto e le ore assegnate devono essere adeguate: lo ha recentemente ribadito una sentenza (n. 182/2019) del Tar di Latina, a seguito del ricorso presentato dalla madre di un bambino con un grave disturbo dello spettro autistico, contro il provvedimento dell’istituto scolastico, il quale aveva ridotto il numero delle ore di sostegno per quest’ultimo. La mamma chiedeva, di contro, che il figlio potesse avere garantito un numero di ore di sostegno pari all’intero orario di frequenza settimanale.
 
E il Tar ha accolto il ricorso, sulla base soprattutto della sentenza n. 80 del  26 febbraio 2010 della Corte costituziona, secondo cui il sostegno all’alunno in condizione di grave disabilità deve essere garantito nella misura occorrente a permettergli di realizzare il proprio diritto all’istruzione e all’integrazione scolastica e può giungere, nelle situazioni di gravità, sino al rapporto 1:1 che, nella scuola dell’infanzia, equivale a 25 ore settimanali, senza che possano nemmeno essere addotte, in senso contrario, esigenze di contenimento della spesa pubblica.
 
Ciò trova conferma nei principi costituzionali in tema di diritto alla salute e all’istruzione, oltre che di tutela dell’infanzia e della disabilità, che “impongono di dare una lettura sistematica alle disposizioni sulla tutela degli alunni disabili e a quelle sulla organizzazione scolastica e sulle disponibilità degli insegnanti di sostegno, nel senso che le posizioni degli alunni diversamente abili devono prevalere sulle esigenze di natura finanziaria” (Cons. Stato, sez. VI, 14 settembre 2017 n. 4341).
 
Nel caso specifico, era evidente che il bambino presentasse una disabilità grave, con necessità di un insegnante specializzato per l’integrazione scolastica (ai sensi degli artt. 3, comma 3, l. n. 104 cit., e 20, l. 3 agosto 2009, n. 102); altrettanto palese era l’insufficienza delle ore di sostegno concesse dall’istituto scolastico. Per tali ragioni, il ricorso è stato accolto e i giudici amministrativi hanno riconosciuto il diritto dell’alunno di poter beneficiare del sostegno nella misura massima consentita nella scuola dell’infanzia per l’anno in corso, con correlativo obbligo dell’amministrazione scolastica di assegnargli le ore di sostegno previste in rapporto di 1:1.

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