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Sostegno scolastico, le proposte di Anief al governo

Tra le modifiche del decreto legislativo 66/17, il sindacato chiede di adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto, potenziare l’organico Ata del 10%, stabilizzare l’organico addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione, garantire l’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria

9 luglio 2019

ROMA – Entrerà in vigore il 1° settembre il decreto legislativo n. 66/2017: “in temi rapidi il nuovo governo si appresti a rapidi correttivi, peraltro non discussi in audizione con le parti sociali e con il mondo della scuola, come il cambio delle regole per l'attribuzione delle ore di sostegno, non più attribuite a “monte” ma sulla base di altri fattori, come il contesto specifico della scuola (gli insegnanti la famiglia, l’équipe medica che segue il bambino) e del territorio (l’ente locale)”. Incalza così Anief, inviando al governo una memoria con le proprie proposte:
 
Adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto. Il sindacato chiede che a partire dall’anno scolastico 2019/2020, quindi dal prossimo 1° settembre, siano rivisti, con Decreto del Miur, i criteri di determinazione dell’organico di diritto su posti di sostegno attivato al fine di coprire il 100% della dotazione organica di sostegno complessivamente presente nell’anno scolastico precedente: si tratta di oltre 50 mila cattedre, da anni assegnate erroneamente in deroga, fino al 30 giugno dell’anno successivo, privando i docenti precari di farle proprie per le immissioni in ruolo e gli studenti della continuità didattica.
 
Inserire il tetto di 20 alunni per classe. “Diventa basilare attuare la previsione di un tetto massimo di studenti per classe (massimo 20) – spiega Anief - al fine di garantire la necessaria personalizzazione degli interventi didattici e una più efficace azione inclusiva del corpo docente e di tutti gli altri membri della comunità educante scolastica. L’aumento di spesa, derivante dal maggior numero di classi da formare – osserva - verrebbe compensato dalla generale diminuzione degli alunni iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado, derivante a sua volta dalla riduzione delle nascite”.
 
Potenziare l’organico Ata del 10%. Ma, sempre in vista dell’effettiva realizzazione dell’inclusione scolastica degli studenti disabili, è necessario adeguare anche la dotazione organica del personale Ata, aumentandola del 10% rispetto a quanto previsto dalla normativa citata.
 
Stabilizzare l’organico addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione. Assumere il personale addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione è un passaggio fondamentale per il miglioramento dell’assistenza agli alunni disabili certificati: tali figure professionali, invece, ancora non trovano spazio tra quelle riconosciute in pieno dallo Stato, né riescono ad essere presenti con continuità nei nostri istituti, sempre con gli stessi operatori specializzati.
 
Attribuire le ore di sostegno indicate nel PEI. Il rispetto delle ore di insegnamento specializzato per gli alunni con disabilità, previsto dal Programma educativo individualizzato realizzato dall’équipe specializzata e richiesto dal dirigente scolastico, deve sempre prevalere, anche in deroga all’organico complessivamente autorizzato.
 
Garantire l’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria. Serve una norma che offra la certezza del diritto dell’alunno all’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria nel caso in cui non svolga prove equipollenti a quelle ordinarie e consegua l’attestazione di credito formativo”.
 
Valutare il servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nei vincoli relativi alla mobilità volontaria. Secondo il sindacato, infine, è giunta l’ora di chiarire la diretta valutabilità del servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nella mobilità volontaria del personale già di ruolo.
 
Qui la memoria presentata da Anief

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