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Riforma inclusione scolastica, First: “Qualche luce, molte ombre. Si corregga nella stesura dei decreti attuativi”

La Federazione analizza le modifiche del governo al decreto legislativo in tema su inclusione scolastica degli studenti con disabilità. In nove punti, ecco perché la riforma è anticostituzionale e non funziona

4 giugno 2019

ROMA – Sono diverse le voci che dissentono dall’affermazione recente del ministro dell’Istruzione in merito alla riforma del sostegno messa in atto dal governo (il ministro ha dichiarato che si tratta di “una rivoluzione copernicana”), in particolare non a tutti piacciono le modifiche al decreto legislativo 66/2017 apportate dal governo gialloverde. Dopo la Federazione italiana superamento handicap che, parlando di “passo vanti”, tuttavia modera gli entusiasmi e ribadisce che “la vera rivoluzione si avrà quando l'inclusione la faranno i docenti curricolari e ci sarà la separazione delle carriere”, sulle modifiche al decreto legislativo 66/2017 “ Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità” arriva l’analisi, con relativa bocciatura, della First, Federazione italiana rete sostegno e tutela dei diritti delle persone con disabilità (già "Rete dei 65 movimenti") che parla di “qualche luce e molte ombre”. E si auspica l’intervento della Camere e l’azione di revisione in fase di stesura dei decreti attuativi.
 
In sostanza, sono almeno nove i punti sui quali la First “comprova, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, tutte le distanze esistenti tra l’inclusione effettiva e quella che le parole del testo normativo mira a realizzare”. Il primo punto critico è “l’incompatibilità costituzionale di talune disposizioni”. Scrive a questo proposito la Federazione nella sua relazione: “Come possiamo pensare che si realizzi l’inclusione scolastica, (parola molto bella per i teorici dell’inclusione a parole), allorquando in concreto all’alunno/a non verrà garantita, ad esempio, la figura insostituibile dell’assistente all’autonomia e comunicazione per tutte le ore per cui ne avrebbe bisogno e sin dal primo giorno di scuola, atteso il vincolo delle risorse disponibili che costituisce un gioco terribile al ribasso per non garantire diritti fondamentali? Eppure sappiamo che tali diritti per la Corte Costituzionale non sono suscettibili di essere compressi dai vincoli di bilancio”. Il secondo punto critico sta nel “rischio concreto della riduzione dei sostegni necessari posti a carico dell’ente locale”; “il vistoso conflitto di interesse degli enti locali chiamati a presiedere organismi delicati come la commissione che redigerà il profilo di funzionamento e il gruppo Pei (Piano educativo individualizzato), con potenziale contrapposizione con le famiglie”; il quarto punto riguarda “le famiglie lasciate sole nei momenti decisivi di confronto dentro i predetti organismi”; quinto, lo svuotamento di fatto dell’effetto del Pei – che ora ha effetto vincolante - in merito alle proposte delle ore necessarie per il sostegno didattico; c’è poi la “riviviscenza modificata del Git (Gruppo di inclusione territoriale, incaricato di quantificare le ore di sostegno necessario per lo studente), con riserva di intercessione in ordine alle proposte formulate dal dirigente scolastico sulla richiesta delle ore del sostegno, con il concreto rischio di riduzione delle ore necessarie”; settimo punto criticato da First, “l’assenza di valutazione delle risultanze del Pei nel processo di assegnazione delle risorse sul sostegno didattico e farraginosità voluta della procedura”, aspetto che apre “scenari preoccupanti”; ottava criticità, “l’attribuzione normativa al personale Ata della funzione delicatissima dell’assistenza igienico - personale, in carenza strutturale di adeguamento degli organici di diritto e in presenza di clausole di impossibilità di modificare la consistenza numerica di tale personale, allo stesso modo dei docenti di sostegno, pur in presenza di bisogni effettivi maggiori, con i rischi che tutto ciò comporterà”; infine, “la limitazione del principio della continuità didattica solo ai docenti precari specializzati e non a quelli di diritto specializzati che hanno diritto alle assegnazioni provvisorie, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista dell’ interruzione della continuità didattica e del contenzioso che ne potrebbe conseguire”.
 
Riferisce l’organizzazione: “Il governo ha approvato la nuova stesura del testo dlgs 66/2017, accompagnando lo stesso con una roboante, quanto imbarazzante, conferenza stampa condita da affermazioni impegnative di rivoluzioni copernicane” e dimenticandosi, tra l’altro, di invitare la First che è presente nell’Osservatorio sull’inclusione scolastica al pari delle altre due Federazioni Fish e Fand.
 
Nella sua analisi la First riconosce “che qualche passo avanti è stato fatto, tuttavia dobbiamo constatare, purtroppo, che molte sono ancora gli ostacoli che si frappongono nel cammino dell’effettiva inclusione degli alunni con disabilità. Servono fatti, quelli veri, quelli che contano, quelli che incidono effettivamente sul percorso di inclusione scolastica e sul diritto allo studio e all’istruzione degli alunni con disabilità”. Secondo First molta strada resta da fare e, conclude l’organizzazione, “auspichiamo che le criticità segnalate possano essere superate nella stesura dei decreti attuativi”. (ep)

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