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Inclusione scolastica. Fish: “Un passo avanti, non una rivoluzione copernicana”

Vincenzo Falabella commenta le disposizioni correttive e integrative del decreto 66/2017 per gli studenti con disabilità. Tra gli aspetti positivi c'è il recupero dell'obbligo per la formulazione del Piano educativo individuale. Ma “la vera rivoluzione si avrà quando l'inclusione la faranno i docenti curricolari. E con la separazione delle carriere”

22 maggio 2019

ROMA - “Sull'inclusione scolastica si compie un bel passo avanti, ma la 'rivoluzione copernicana' avverrà solo quando ci sarà la separazione delle carriere, garantendo anche la continuità didattica”: così Vincenzo Falabella, presidente della Fish, commenta l'approvazione delle disposizioni correttive e integrative del decreto 66/2017. Gli aspetti positivi. “Nel corso di questi mesi – ricorda a Redattore sociale - sia come Fish sia come movimento delle persone con disabilità abbiamo avuto un fitto, costante e a volte aspro confronto con ministro, sottosegretario e dirigenti tecnici del Miur. Le sollecitazioni che abbiamo portato sono state in parte accolte”, afferma Falabella, indicando in particolare alcuni “punti positivi” nelle modifiche apportate al decreto. Primo, “il riferimento all'accomodamento ragionevole, così come previsto dalla Convenzione Onu”; secondo “aver esplicitato che la certificazione viene formulata dalla commissione, passando così da una valutazione della disabilità statica (sulla base della legge 104) a una dinamica (sulla base della Convenzione Onu). Positivo anche che “si insista sulla classificazione funzionale” e che “si sia recuperato l'obbligo per la formulazione del Pei, all'interno del quale vengono inserite le ore di sostegno e le altre risorse umane necessarie. In particolare – riferisce Falabella – Il Pei provvisorio, con l'indicazione del numero di ore, deve essere inviato entro giugno, per garantire il regolare avvio scolastico a settembre. Ed è positivo anche che nel Pei ci sia la partecipazione degli alunni con disabilità”.
 
Le due perplessità. Non mancano però le perplessità: prima fra tutte, “la formulazione dell'art. 6, secondo cui l'organico dei docenti per il sostegno non può essere aumentato per adeguamento a situazioni di fatto. Questo – osserva Falabella - stride con quanto previsto dalla sentenza 80/2010”. La seconda perplessità consiste nel fatto che “il dirigente scolastico, nel richiedere le ore di sostegno, non fa specifico riferimento al Pei”.
 
In sintesi, “da un lato apprezziamo il dialogo che in questi mesi si è avuto con il ministro e il sottosegretario. Fin dal loro insediamento avevamo posto attenzione sui decreti attuativi, chiedendo di intervenire in modo pregnante per cambiare radicalmente l'attuale sistema. Dall'altro, abbiamo alcune perplessità per cui manteniamo alta l'attenzione nelle varie commissioni. Ricordiamo anche che ci sono altri decreti attuativi, come il 59 e il 62, altrettanto importanti e necessari nell'ottica di una riforma complessiva dell'attuale sistema”.
 
I due "pezzi mancanti". Ci sono poi altri due grandi cambiamenti da fare, “prima che si possa parlare di rivoluzione copernicana – continua Falabella -. Innanzitutto, occorre intervenire affinché l'inclusione avvenga attraverso l'insegnante curricolare. Per fare questo, serve un'assunzione di responsabilità politica, che porti alla separazione delle carriere. Il ministero ha più volte detto che saranno formati 40 mila nuovi docenti di sostegno. Il problema però non è la mancanza degli insegnanti di sostegno, ma il fatto che, dopo qualche anno, questi passino sulla cattedra comune. E' un fenomeno che dobbiamo arginare, procedendo appunto verso la separazione delle carriere. Questa sì che sarebbe la vera rivoluzione copernicana”.
 
Un ultimo limite di questa riforma è che “non preveda un investimento economico. Senza risorse – osserva Falabella – non si fanno rivoluzioni. Per questo rivendichiamo una volta ancora la sentenza 80/2010 e, con essa, la necessità di investire sull'inclusione scolastica, nella tutela fondamentale dei diritti degli studenti con disabilità. Ora altre sfide ci attendono - conclude Falabella -. Noi ci saremo sempre, come movimento di persone maturo e consapevole. Vogliamo e dobbiamo esserci consci del nostro orgoglio, della nostra responsabilità e dignità, consapevoli come siamo dei nostri diritti e delle nostre opportunità”. (cl)

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