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Scuola, Roma: edifici senza certificato antincendio e non registrati al catasto

Istituti non accatastati e senza certificato di prevenzione incendi. E con fondi ancora insufficienti per fare qualsiasi lavoro. Sono queste le problematiche maggiori emerse in commissione Scuola di Roma Capitale convocata per fare il punto

14 febbraio 2019

ROMA - Istituti non accatastati e senza certificato di prevenzione incendi. E con fondi ancora insufficienti per fare qualsiasi lavoro. Sono queste le problematiche maggiori emerse in commissione Scuola di Roma Capitale convocata per fare il punto sulle criticita' degli edifici scolastici. Durante la commissione sono stati ascoltati i direttori dell'Area tecnica delle strutture territoriali dei Municipi dal I al V, i quali sono stati tutti concordi: e' necessario quanto prima adeguare tutte le scuole del territorio alle normative antincendio.
 
Per farlo, spiega la presidente Teresa Zotta, "occorre mettere in rete con una task-force apposita con tutte le parti interessate, dai dipartimenti ai Municipi, fino alla Città metropolitana. E noi ci stiamo muovendo in questo senso". I certificati - che mancherebbero ad oltre l'80% di tutte le scuole - comporterebbero inoltre una spesa non da poco, circa 300mila euro per ogni istituto. I Municipi, hanno spiegato all'unisono i dirigenti, hanno dovuto far fronte negli anni a un taglio dei fondi, nonostante gli aumenti dal 2018, che ha reso praticamente impossibile una programmazione degli interventi. Qualche esempio, il Municipio III, con 100 edifici scolastici aveva a disposizione 400mila euro l'anno. Praticamente 4mila euro per ogni scuola. Situazione comunque migliorata dallo scorso anno, con il raddoppio dei fondi da parte dell'amministrazione. Va un po' meglio al Municipio II. Qui si era passati dai 2 milioni fino al 2010 agli appena 500mila euro disponibili nelle casse municipali. Oggi riportati a un milione e 300mila.
 
E ancora, parecchie sarebbero anche le scuole che non risultano al catasto. Alcune di queste anche considerate 'storiche'. "Senza poterle riconoscere- hanno spiegato in commissione- e' difficile intervenire e soprattutto pianificare". Una corretta mappatura, consentirebbe anche di individuare quei plessi - e ce ne sono molti, specie in periferia - semivuoti. "Nel nostro territorio- ha spiegato il dirigente del Municipio III- ci sono alcune scuole con un centinaio di bambini pur avendo una capienza di 600. Edifici di questo tipo vanno comunque manutenuti, riscaldati e illuminati per intero, nonostante siano mezzi vuoti. E questo comporta uno spreco di risorse". Le audizioni dei Municipi, proprio per avere un quadro d'insieme della situazione, continueranno le prossime settimane con i restanti dieci.

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