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Sostegno scolastico, partiranno in primavera i primi corsi per 40 mila docenti

Lo ha annunciato il ministro Bussetti. Anief e Radamante ribadiscono la volontà di ricorrere per diverse tipologie di candidati esclusi. E il sindacato annuncia nuovi ricorsi contro i decreti degli organici regionali, dopo la vittoria al Tar Lazio per convertire i posti in deroga in organico di diritto in presenza di effettive esigenze rilevate

22 gennaio 2019

ROMA – Partiranno in primavera i prossimi corsi per 40 mila docenti abilitati interessati alla specializzazione nel sostegno: a dirlo, durante un question time al Senato, è stato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, rispondendo alla senatrice Vanna Iori del Pd che sottolineava come quest'anno si avranno 73 milioni in meno per il sostegno. Per Bussetti, invece, “non è vero che la legge di bilancio ha diminuito le risorse per i docenti di sostegno. Il Miur continuerà a dare sostegno a tutti gli alunni con disabilità certificata, nessuno escluso. Il bilancio approvato non contraddice quanto ho affermato. È concreto l'impegno per l'effettiva inclusione scolastica”. A prendere la parola, nel corso del question time, è stata anche la senatrice Simona Malpezzi (Pd), per la quale nella legge di bilancio “non sono stati messi fondi per l'assunzione degli insegnanti di sostegno. A settembre non ci saranno le nuove assunzioni a tempo indeterminato di 40 mila insegnanti di sostegno, come era stato previsto, perché il governo non ha stanziato un euro per l'integrazione scolastica degli alunni e degli studenti disabili. Il governo del cambiamento ha cambiato il lessico: ha predisposto la formazione di 40 mila insegnanti per il sostegno. Ma formazione, fino a prova contraria, non significa assunzione”, ha concluso Malpezzi.
 
Ad oggi, l’unica certezza è che per accedere ai corsi di specializzazione servirà l’abilitazione oppure la laurea con 24 Cfu. L’attivazione dei bandi, anche se non basta di certo a risolvere il problema, è sicuramente un fatto positivo. Anche perché l’Istat, attraverso il report “L'inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell'offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno”, nei giorni scorsi ha comunicato che oggi il 32% dei supplenti, circa 20 mila insegnanti di sostegno, è privo di specializzazione. Ma nel mese di luglio, la Corte dei Conti ha comunicato che ci sono 4.823 docenti specializzati nelle GaE nell’a.s. 2015/2016 e 9.076 nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto. Eppure, quest’anno soltanto 167 insegnanti specializzati sono stati assunti, a fronte di 6.143 posti autorizzati per l’assenza del personale nelle graduatorie ad esaurimento e in alcuni di merito esaurite in quasi tutte le regioni italiane. Poco più di 1.600 se si considerano tutti gli ordini di scuola, ma a fronte di oltre 13 mila posti che dovevano andare a ruolo per la didattica speciale rivolta agli alunni con disabilità.
 
“Per tamponare la carenza di docenti di ruolo tra i 165 mila in servizio quest’anno, erano appena 139 mila i docenti di sostegno nell’anno scolastico 2016/2017, servono sicuramente entrambi - sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal Servono i circa 20 mila docenti già specializzati, da stabilizzare, oggi relegati nelle graduatorie d’Istituto, e i 40 mila che si specializzeranno nel prossimo triennio. Sono tutti indispensabili per assistere i 300 mila alunni disabili certificati oggi frequentanti le nostre scuole. La verità è che c’è una grande richiesta di questo genere di personale docente, ma per attuare il progetto di copertura delle oltre 60 mila cattedre vacanti occorre anche cambiare l’inconcepibile Legge Carrozza 128 del 2013 che, per assicurare risparmi pubblici sulla pelle degli studenti più bisognosi, ha disposto in organico di fatto decine di migliaia di cattedre di sostegno, pur di fare cassa sui mesi estivi e sulle progressioni di carriera del personale docente, forzatamente collocato come precario”, ha concluso Pacifico.
 
Anief ha inoltre chiesto una modifica al decreto Semplificazioni, attraverso un’audizione tenuta presso la prima Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, assieme ad altre 14 richieste di modifica, rivendicando l’aggiunta al comma 2 dell’articolo 10, di un’integrazione all’articolo 1, comma 792 della legge 31 dicembre 2018, n. 145, lettera f), punto 3, delle seguenti parole “e per l’accesso in sovrannumero, l’idoneità conseguita a seguito di superamento del concorso ordinario”. È chiaro, infatti, che l’inclusione di tutto il personale idoneo al concorso ordinario nei “percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità”, previsti dal “regolamento adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”, semplificherebbe molto le procedure di accesso in sovrannumero per il personale che ha superato il concorso a cattedra, proprio al fine di ricoprire il 32% dei posti assegnati a personale non specializzato.
 
Nel frattempo, il Miur ha continuato a ridurre il numero di ore settimanali di sostegno da assegnare ad ogni alunno, sulla base delle sue effettive necessità, appurate dalle commissioni mediche e di esperti: sempre più famiglie, però, non hanno accettato supinamente questo abuso, rivolgendosi ai legali specializzati, come quelli che operano per l’iniziativa gratuita Anief “Sostegno, non un'ora di meno!”; ben 4.327 ore in più sono state assegnate dai tribunali amministrativi in deroga ai posti in organico di fatto autorizzati dal Miur, con il 10% soltanto in Sicilia, con il doppio delle famiglie del Sud che ricorre rispetto a quelle del Nord Italia. Anief e Radamante ricorrono contro il bando, di prossima uscita, Tfa Sostegno, per far ammette le categorie escluse; Eurosofia rilancia i corsi di preparazione per superare il test di sbarramento.

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