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Sostegno, Anief su “quei numeri Miur che non tornano”

Secondo il sindacato i numeri del ministero “non tornano” tra docenti specializzati ma abbandonati e posti vacanti scoperti, cattedre in deroga su organico di diritto e ore negate riassegnate in tribunale. Per la didattica speciale, rivolta agli alunni disabili, ora c’è pure il mistero dei fondi scomparsi nella tabella allegata all’ultima legge di stabilità.”Non mancano gli insegnanti ma la volontà politica di assumere il personale qualificato”

8 gennaio 2019

ROMA - Il 36% degli insegnanti di sostegno insegnerebbe senza titolo, nonostante ci siano almeno 15 mila docenti abilitati specializzati costretti a fare supplenze dalla seconda fascia delle graduatorie di istituto se hanno “indovinato” una delle dieci-venti scuole coi posti vacanti o in deroga, senza poter essere reclutati per l’esclusione dalle GaE e dal doppio canale di reclutamento. Lo dice il sindacato Anief in una nota, che così prosegue: E il 1° settembre 2018, nella secondaria soltanto 167 insegnanti specializzati sono stati assunti in ruolo rispetto ai 6.143 posti autorizzati. È scandaloso che tutto questo accada per l’ostinazione della politica di non aprire le ex graduatorie permanenti a tutto il personale abilitato dopo l’ultima apertura nel 2012. E intanto il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti dichiara di voler autorizzare le Università a bandire nuovi corsi per specializzare altri 40 mila docenti che rimarranno, comunque, sempre precari: la notizia è stata confermata a Teramo dal vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini.
 
Secondo il sindacato troppi numeri, però, non tornano. Secondo i dati del Miur, ammontavano a 139 mila i docenti di sostegno nell’anno scolastico 2016/2017, per supportare 254.366 alunni disabili, a fronte di 855.734 insegnanti complessivi in tutti gli ordini e gradi della scuola statale; l’anno successivo, il 2017/2018, già erano diventati 154 mila i posti di didattica speciale; per passare ai 165 mila dell’anno scolastico in corso, di cui 100 mila in ruolo e il resto in deroga con supplenza annuale fino al 30 giugno, sebbene si tratti di cattedre vacanti e disponibili a tutti gli effetti.
 
La risultanza di tutto questo, ha fatto sapere in questi giorni l’Istat, attraverso il report "L'inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell'offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno", è che oggi ci ritroviamo con il 32% dei supplenti, circa 20 mila insegnanti di sostegno, senza specializzazione assunti. Mentre a fine luglio 2018 la Corte dei Conti ha fatto sapere che erano 4.823 i docenti specializzati nelle GaE nell’a.s. 2015/2016 e 9.076 quelli nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto, al netto dei nuovi 9.649 posti banditi con il TFA sostegno nel 2017.
 
Un capitolo a parte merita il crescere esponenziale di alunni con disabilità certificata: erano 223 mila gli nell’anno scolastico 2014/2015, poi 254 mila nell’a.s. 2015/2016, per diventare oltre 300 mila nell’a.s. 2018/2019, quello in corso, ovvero il 3% della popolazione studentesca (2% infanzia e primaria, 4% media, 3% superiori): si tratta, in pratica, di un punto percentuale in più rispetto all’a.s. 2008/2009, quindi a dieci anni prima.
 
Il costo complessivo, stimato dalla Corte dei Conti, per finanziare il sostegno in Italia è pari a 5,1 miliardi, con uno stipendio medio lordo di 33 mila euro annui per 54 mila supplenti. Adesso è di 1,1 miliardi la somma che il Governo intende risparmiare, con la Legge di Stabilità 2019, a partire dal 2020 non mettendo a bilancio il pagamento di questi stipendi. Mentre viene rinviata al 1° settembre prossimo l’attuazione della riforma prevista dalla Buona scuola, il decreto legislativo 66/17, in attesa di una sua riscrittura.
 
Tuttavia, nella scuola secondaria, soltanto 167 insegnanti specializzati sono stati assunti nell’ultimo anno scolastico a fronte di 6.143 posti autorizzati per l’assenza del personale nelle graduatorie ad esaurimento e in alcuni di merito esaurite in quasi tutte le regioni italiane. Poco più di 1.600 se si considerano tutti gli ordini di scuola, ma a fronte di oltre 13 mila posti che dovevano andare a ruolo per la didattica speciale rivolta agli alunni con disabilità.
 
Nel frattempo, gli Uffici scolastici hanno continuato a ridurre il numero di ore settimanali di sostegno da assegnare ad ogni alunno, sulla base delle sue effettive necessità, appurate dalle commissioni mediche e di esperti: sempre più famiglie, però, non hanno accettato supinamente questo abuso, rivolgendosi ai legali specializzati, come quelli che operano per l’iniziativa gratuita Anief “Sostegno, non un'ora di meno!”, ben 4.327 ore in più sono state assegnate dai tribunali amministrativi in deroga ai posti in organico di fatto autorizzati dal Miur: il 10% soltanto in Sicilia, con il doppio delle famiglie del Sud che ricorre rispetto a quelle del Nord, dove sono stati più evidenti i tagli per effetto della perequazione del rapporto uno a due introdotto tra le regioni. A seguito di tali iniziative, su cui si era pure soffermata l’Istat alcuni mesi fa, secondo la Corte dei Conti solo nell’a.s. 2016/2017 ben 200 sono le cattedre in più attivate rispetto a quanto inizialmente previsto dagli Uffici territoriali scolastici.
 
Anief, pertanto, conferma la campagna #nonunoradimeno, attivando ricorsi gratuiti per le famiglie per far riconoscere ore richieste dalle équipe mediche e dai dirigenti scolastici, ma negate dagli uffici scolastici regionali. Sono emblematiche le quattro recenti sentenze del TAR del Lazio di pieno accoglimento nel riconoscere ad altrettanti alunni disabili il pieno diritto all'attribuzione del massimo delle ore di sostegno, nel rispetto dei precetti costituzionali e “fino a giungere alla determinazione di un numero di ore di sostegno pari a quello delle ore di frequenza, in caso di accertata situazione di gravità del disabile”. È sempre possibile contattare l'Anief all'indirizzo sostegno@anief.net, messo a disposizione di tutte le famiglie, dei docenti e dei dirigenti che necessitano dell'intervento gratuito del nostro sindacato, al fine di ottenere gratuitamente per ogni alunno disabile il giusto apporto di ore di sostegno prescritto dal Piano educativo individualizzato, nel pieno rispetto della normativa e della nostra carta costituzionale.

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