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Gli alunni con disabilità sono 280 mila: 10 mila in più ogni anno. Emergenza sostegno

Anief: “Quella del sostegno agli allievi con disabilità grave riconosciuta è un’emergenza nazionale: organico composto da poco più di 100 mila docenti di ruolo e altri 50 mila che continuano ad operare in deroga. Ma ci sono 30 mila docenti già specializzati che continuano a lavorare come precari”

5 dicembre 2018

ROMA – Una “emergenza nazionale, che non si può risolvere con interventi ordinari”: così ha definito il sostegno scolastico Chiara Cozzetto, portavoce di Anief, intervenendo a Firenze nel corso della Conferenza "Precariato, Diplomati Magistrale e Sostegno: quali soluzioni?", che si è svolta nella sala Gigli del Consiglio regionale toscano, organizzata da Paolo Marcheschi – consigliere regionale – e dalla referente regionale FdI per la scuola Michela Senesi. “Il sostegno agli alunni disabili – ha ricordato la sindacalista - è un’emergenza che parte dall’organico, composto da poco più di 100 mila docenti di ruolo e altri 50 mila che continuano ad operare in deroga, quindi con supplenze fino al 30 giugno, senza prospettiva alcuna di essere stabilizzati per via della Legge Carrozza 128/2013 che negli ultimi cinque anni nessuno al governo o sui banchi del Parlamento ha avuto il coraggio di cancellare. Ma i dati nazionali ci dicono anche che ci sono 30 mila docenti già specializzati che continuano a lavorare con le graduatorie d’istituto, quindi come precari, perché le GaE vengono loro negate anche laddove le graduatorie provinciali ad esaurimento risultino esaurite: anche questa barriera d’accesso verso le Graduatorie a Esaurimento deve essere abbattuta”.
 
“Ma il problema del sostegno italiano – ha continuato la delegata Anief – è anche un altro: la mancata attribuzione del corretto monte ore agli alunni certificati, con gli uffici scolastici che riducono ormai quasi sistematicamente le richieste di didattica speciale certificate, costringendo quasi sempre le famiglie a scagliarsi prima sui presidi, poi sugli ex provveditorati e infine sul Miur. Quasi sempre, però, inutilmente così da arrivare a rassegnarsi o a tentare la via del tribunale. Ed è in questa fase che interveniamo noi, con l’iniziativa legale gratuita Sostegno, non un'ora di meno!, che solo lo scorso anno ha prodotto oltre cento cause vinte, con altrettanti alunni che si sono visti assegnare le ore settimanali previste e le famiglie risarcite, ma non è questa la strada per la vera tutela degli alunni con disabilità. È lo Stato che deve tutelarli e non può accampare “ragioni di bilancio” negando loro il diritto fondamentale all'istruzione e all'inclusione”.
 
Quello di ricorrere ai giudici, per vedersi riconoscere le ore settimanali stabilite dalla equipe di medici cui gli uffici scolastici non danno seguito, è diventato un fenomeno sempre più comune, soprattutto nel Sud Italia. La tendenza in crescita, rilevata nel 2018, è confermata dal report pubblicato dall’Istat sull’integrazione degli alunni con disabilità: il 9% delle famiglie di alunni con disabilità della scuola primaria e il 5% della secondaria di primo grado hanno presentato negli anni un ricorso per ottenere l'aumento delle ore di sostegno. E si sono rivolti al Tribunale civile o al Tar, il 6,7% delle famiglie degli alunni della scuola primaria e il 4,7% di quelle della scuola secondaria di primo grado.
 
La portavoce Anief ha evidenziato, infatti, come l’azione sindacale abbia prodotto una vera e propria istruttoria “sull'effettiva consistenza degli organici sostegno e la richiesta di conversione di tutti i posti liberi in organico di fatto, ai fini della stabilizzazione del rapporto di lavoro anche per assicurare l'effettiva continuità didattica e dare seguito alle indicazioni Ue sulle assunzioni dopo 36 mesi di servizio. A partire sempre dal sostegno, punto imprescindibile per uno Stato di Diritto che si possa davvero ritenere tale” e ha concluso il suo intervento ricordando la pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione n. 25011 del 2014 che ha definitivamente chiarito come “il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità”, sottolineando che “il diritto all'istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell'ordinamento internazionale che di quello europeo ed interno”.
 
Nelle ultime settimane, Anief ha promosso, tra gli altri, un emendamento all’articolo 28 della Legge di Stabilità che avrebbe fatto introdurre in organico di diritto le 50 mila cattedre oggi considerate in deroga, fino al 30 giugno dell’anno successivo, ma alla Camera è stato bocciato. Il sindacato non si rassegna: lo chiederà anche in Senato.

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