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Sostegno, mancano centinaia di insegnanti ma al Nord il concorso è bloccato

In Lombardia ci sono 2.415 posti disponibili per insegnanti di sostegno e solo 301 domande presentate da docenti specializzati. Idem per Liguria, Piemonte e Friuli. La commissione è ferma, l'ultima comunicazione il 9 luglio. Lettera di 34 docenti: “Situazione intollerabile”

19 settembre 2018

MILANO – Parlano di “situazione intollerabile che si è venuta a creare in Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Liguria, riguardo al reclutamento dei docenti specializzati sul sostegno, con conseguente ricaduta sulla continuità scolastica per gli alunni con disabilità”. Inizia così una missiva inviata da alcuni docenti in queste settimane all'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia e di altre tre regioni del nord coinvolte, all'Associazione nazionale insegnanti e formatori (Anief). L'ultima lettera risale al 6 settembre ed è firmata da 34 insegnanti. Si tratta solo di una parte del gruppo di insegnanti, specializzati nelle attività di sostegno ad alunni con disabilità per la scuola secondaria di I° grado, che hanno presentato domanda per partecipare al concorso 2018 per docenti abilitati.
 
Hanno fatto le corse perché bisognava completare tutti gli esami entro il 30 giugno per parteciparvi e ora rischiano di rimanere con un pugno di mosche in mano. Il concorso è pensato, si legge nella lettera, per “garantire le immissioni in ruolo di docenti selezionati (perché ogni corso di specializzazione prevedeva il superamento di tre prove pre-selettive), formati (perché ogni percorso prevedeva la formazione tramite frequenza obbligatoria e il relativo superamento degli esami di tutti i corsi) e “infine” specializzati, avrebbe dovuto garantire ai nostri alunni con disabilità, alle loro famiglie, alle nostre scuole e a noi docenti la possibilità di avere insegnanti specializzati in ruolo”. Spazio ce n’è, a giudicare dai numeri degli organici. Nella comunicazione è allegata un tabella in cui si parla di 2.415 posti disponibili in Lombardia a fronte di 301 domande presentate da docenti specializzati in regione. Stessa situazione altrove: in Friuli 60 posti vacanti e 31 domande; in Liguria 193 posti per 35 domande; in Piemonte 810 per 94 richieste. In totale 3478 posti disponili e sole 461 domande presentate da docenti specializzati.
 
Cosa è successo. Il 14 aprile scorso si forma la commissione, che deve esaminare i candidati, per una procedura che non è selettiva ma che serve a graduare, perché “le graduatorie per le immissioni in ruolo in Lombardia, per esempio, sono esaurite e, se non si sblocca la situazione nemmeno per il prossimo anno scolastico 2018/19, non potranno esserci le immissioni al 3° anno di Fit (il percorso per la formazione iniziale e il reclutamento introdotto con il Dl 59/17, NdR) che danno la possibilità di accedere al ruolo”. Il 23 aprile viene pubblicato un primo, parziale, calendario dei convocati a svolgere l'orale: 11 pomeriggi compresi fra il 15 maggio e il 6 giugno per un totale di 77 candidati. Il 18 maggio, dopo una serie di rettifiche nella commissione, viene pubblicato il secondo parziale calendario: 13 pomeriggi per 116 candidati da esaminare entro il 29 di giugno. La commissione si scioglie perché alcuni componenti sono impegnati negli esami di maturità. Il 9 luglio viene comunicato che non prima del 6 agosto verranno pubblicate ulteriori convocazioni. Poi il silenzio.
 
Alla data del 6 settembre sono stati esaminati 193 candidati ma ne mancano 268. Scrivono i docenti: “Da giugno aspettiamo, in molti, amareggiati e sfiduciati per il ritardo di questa procedura Fit, il calendario con i nominativi degli ultimi convocati”. E ancora: “Nei mesi di luglio e agosto, pur sapendo che era difficile trovare commissari, gli orali sono stati bloccati e con essi anche le speranze di noi docenti che abbiamo fatto sacrifici per frequentare, sostenere esami e tirocini presso le scuole, oltre l’orario di lavoro, facendo di tutto per specializzarci in tempi compatibili con le scadenze del concorso”. Una situazione tutta peculiare del sostegno ai ragazzi disabili perché “altre classi di concorso con numeri di gran lunga più grandi dei nostri hanno già immesso nel terzo anno di Fit e noi docenti specializzati in quattro diverse regioni siamo stati fermati nel nostro percorso senza un motivo preciso”. “Il Miur – chiude la lettera – sottolinea l’importanza della continuità e stabilità sul sostegno, ma ci dimentica nella fase più importante: stabilizzare, confermando i posti con personale formato e con decennale esperienza in alcuni casi. Dimentica che la formazione specifica e la relativa esperienza che uno specialista porta con sé e trasferisce ai colleghi e al proprio Istituto è un’opportunità per un’inclusione significativa delle alunne e degli alunni con difficoltà”.

di Francesco Floris

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