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Idonei e specializzati, ma mai assunti: lettera aperta dei docenti di sostegno precari

Sono tra gli 86 vincitori del concorso in Toscana nel 2016, ma nessuno di loro è stato immesso in ruolo nel successivo anno scolastico, solo 20 nel 2017. Ora, il ministero ha annunciato che non ci saranno nuove assunzioni sul sostegno in tutta Italia. “Ingiusto per noi e per gli studenti”

10 aprile 2018

ROMA – E' di qualche giorno fa l'annuncio, da parte del ministero dell'Istruzione, che non ci saranno stabilizzazioni per il sostegno nel prossimo anno scolastico: è uno degli elementi emersi dai recenti incontri tra ministero e sindacati per l’informativa sugli organici del personale docente per l’anno scolastico 2018/19. Alla denuncia dei sindacati, si unisce oggi la voce di un gruppo di docenti toscani, vincitori di concorso n(nel 2006), idonei e specializzati. Ma mai assunti e oggi ancora, nonostante tutto, precari. Così si rivolgono al futuro ministro dell'Istruzione, in una lettera aperta. “Siamo docenti di sostegno specializzati che amano infinitamente il proprio lavoro, frutto non solo di conoscenze e preparazione teorica, quanto di anima, coinvolgimento, passione. La legge 107 del 2015 (cosiddetta “Buona Scuola”) - ricordano - per la prima volta nella storia italiana, ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di noi docenti di sostegno specializzati: apparentemente ciò si configurava quale definitivo riconoscimento dell’importanza della nostra figura professionale, parendo preludere alla volontà di investire realmente nell’inclusione scolastica degli alunni disabili”.
 
In tanti hanno risposto alla chiamata: “tra la primavera e l’estate del 2016 si è tenuto tale concorso e, ai primi di settembre dello stesso anno, erano già pronte le graduatorie dei vincitori: per quanto riguarda il sostegno nelle scuole superiori della Toscana, la graduatoria era composta da 86 vincitori, in cui configuravamo anche noi, più 4 idonei”. Per il successivo anno scolastico, tuttavia, “il Miur decise di non assumere in ruolo nessuno degli 86 vincitori per la Toscana. In altre parole – spiegano - ha preferito continuare a servirsi di noi in Toscana come docenti di sostegno precari, che vengono assunti con contratto a tempo determinato a settembre/ottobre per essere poi licenziati a fine giugno: tutto questo malgrado i vertici del governo avessero più volte dichiarato di voler eliminare per sempre la 'supplentite'. Poi nell’estate del 2017, il Miur ha assunto in ruolo in tutta la Toscana solo 20 di noi 86 vincitori e adesso, a due mesi dalla fine delle lezioni, ha dichiarato che non effettuerà nessuna nuova assunzione sul sostegno in tutta Italia”.
 
In pratica, osservano i docenti, “l’amministrazione scolastica si rifiuta di trasformare in organico di diritto le 40mila cattedre che attualmente sono in organico di fatto (assegnate cioè a supplenti annuali), così da risparmiare sfruttando quegli stessi vincitori di concorso che si sono guadagnati con impegno, fatica e merito il diritto alla stabilizzazione in ruolo, mentre i ragazzi con disabilità continuano a restare privi della continuità didattica che tanto gioverebbe ai loro processi di apprendimento. Eppure tutto questo è ingiusto: è ovviamente una forzatura continuare a considerare come non facenti parte della pianta organica delle nostre scuole quei posti di sostegno che in realtà sono assegnati ad alunni stabilmente iscritti; è un’ ipocrisia considerare ufficialmente in soprannumero questi posti quando poi essi sono destinanti a supplenze che vengono rinnovate puntualmente di anno in anno”.
 
Pesanti le conseguenze soprattutto per gli studenti con disabilità, che “finiscono spesso per non essere seguiti dall’insegnante di sostegno nei primi mesi dell’anno scolastico (in attesa che vengano attribuite le supplenze annuali) e, non di rado, si ritrovano assegnati docenti di sostegno privi di formazione, benché vi siano insegnanti specializzati vincitori di concorso che attendono solo di poter lavorare con la continuità e la serenità che spetterebbe loro in virtù di quelle capacità e competenze che essi hanno saputo ampiamente dimostrare superando le prove concorsuali”.
 
I firmatari della lettera rivendicano quindi che “il ruolo di docente di sostegno non sia secondario ma fondamentale, perché aiuta a combattere la neutralità e l’indifferenza che si creano attorno ai ragazzi con disabilità. Non riconoscere questo significa ignorare i loro diritti, il loro progetto di vita, il futuro loro e di tutta la scuola. Per questo – concludono, rivolgendosi al futuro responsabile del dicastero - è giunto il momento di operare scelte di responsabilità e chiedere una maggior sensibilizzazione su tale problematica”.

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